Elezioni 2013: se il confronto tv diventa una fiction

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:19

Lo psicodramma sul confronto tv tra i leader politici si ingrossa giorno dopo giorno. Dopo l’appello domenicale lanciato da Mario Monti a Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi, i tre piroettano tra aperture e chiusure inconciliabili, consegnando al Paese l’ennesima imbarazzante istantanea, a pochi giorni di distanza dall’appuntamento elettorale.

La storia si presta perfettamente alla scrittura televisiva, con una trama talmente intricata (e fumosa) da prefigurare grandi successi d’ascolto. Quella tra Mario Monti, Silvio Berlusconi e Pier Luigi Bersani sembra essere la puntata pilota di una nuova fiction, con protagonisti e co-primari sullo sfondo a contendersi la vittoria finale. Una “sceneggiata” che rischia di esaurire definitivamente la pazienza degli elettori. Tutto ruota intorno a un confronto tv che il Professore vuole fortissimamente e il Cavaliere, invece, osteggia. Mentre Bersani tradisce fastidio e spinge ad allargare l’invito a tutti i competitors.

E’ troppo facile raccontare la propria storia, bisogna comparare le storie diverse – è tornato a dire ieri Mario Monti – E’ più serio discutere pacatamente uno con l’altro di fronte ai cittadini, non possiamo trattare gli italiani come quasi dei minorati“. E a chi gli ha fatto notare che il presidente del Pdl ha dichiarato di non volersi confrontare con lui considerandolo politicamente ininfluente: “Immagino lo dica – ha risposto il Professore – perché ha un particolare timore a confrontarsi con me”. 

Una provocazione a cui il Cavaliere non ha mancato di replicare: “I confronti si fanno tra i candidati che sono in lizza – ha spiegato – Monti non è più in lizza perché non ha nessuna possibilità di vincere queste elezioni”. A tradire grande fastidio è stato, invece, il segretario del Pd. Interpellato ieri da Sky sull’argomento: “Basta, finiamola con questo balletto sul confronto televisivo – si è spazientito Bersani – Io dico che se lo facciamo, lo facciamo con tutti”. E se a scrivere il finale della fiction fossero gli italiani? Sviliti dall’ennesimo inconsistente battibecco, potrebbero scegliere di disertare le urne, magari per andare al cinema. Alla ricerca di un plot più robusto e avvincente, che li aiuti ad evadere (almeno per un po’) dalla misera realtà.