Cagliari-Torino, c’è l’ok della Lega: a Is Arenas a porte chiuse

Attraverso una nota sul proprio sito ufficiale, il Cagliari lo ha definito “un piccolo successo“. La decisione di disputare la partita interna con il Torino a Is Arenas a porte chiuse, però, difficilmente farà felici i tifosi rossoblù, cui per l’ennesima volta è stata negata la possibilità di assistere ad una gara della loro squadra del cuore. Anche peggio è andata agli abbonati, che la scorsa estate avevano messo mano al portafogli convinti di potersi godere dal vivo tutti gli incontri giocati in Sardegna: anche loro, abbonamenti alle pay-tv permettendo, saranno costretti a guardare la partita dal divano del proprio salotto. E non è la prima volta.

Ufficialità – Dal carcere di Buoncammino, in cui è detenuto da giovedì scorso, Massimo Cellino era riuscito a far sentire la sua voce: “Non consentirò nessuna partita fuori dallo stadio di Is Arenas, il Cagliari ha il diritto di giocare nel suo stadio con i suoi tifosi“. Il presidente del club sardo è stato accontentato a metà. Dopo aver ricevuto l’ok del vicesindaco di Quartu Fortunato Di Cesare e quello della Prefettura di Cagliari, la Lega di Serie A ha disposto che “la gara CAGLIARI–TORINO, della 7ª giornata di ritorno del Campionato di Serie A TIM 2012/2013, si disputi domenica 24 febbraio 2013, alle ore 15.00, presso lo Stadio “Is Arenas” di Quartu Sant’Elena, in assenza di pubblico“.

Storia tormentata – Quella contro i granata di Ventura sarà la seconda partita giocata dal Cagliari senza i propri tifosi. Già contro l’Atalanta, era la 2^ giornata, Conti e compagni scesero in campo in un Is Arenas completamente deserto. Da allora, l’impianto di Quartu ha aperto uno alla volta i vari settori fino a quando, lunedì 26 novembre, Cagliari-Napoli fece registrare per la prima volta il tutto esaurito. I problemi, però, erano tutt’altro che finiti, come i tifosi sardi capirono un mese dopo, quando per vedere la sfida alla Juventus furono costretti a traslocare a Parma. Comunque meglio di quanto accadde il 23 settembre: quel giorno, la partita con la Roma non era neanche in tv.