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Elezioni 2013, il Pdl mette in campo le donne: Non siamo bambole

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Premessa: ieri il Pdl ha acquistato un’intera pagina del Corriere della Sera per lanciare un messaggio “di genere”. “Sono una donna, non sono una bambola”: è il titolo che campeggiava a introduzione dell’appello in cui veniva sottolineata la priorità del ruolo della donna, nella politica e nella società. A rimarcare il messaggio sono state ieri pomeriggio alcune esponenti del partito, tra cui Daniela Santanché e Mariastella Gelmini, che hanno difeso a spada tratta il loro leader dalle accuse di maschilismo.

“Non siamo mica qua a pettinare le bambole“: è questa la battuta con cui Daniela Santanchè, facendo il verso a Pierluigi Bersani, ha voluto aprire ieri l’incontro convocato a Milano per porre l’accento sulle politiche pro-donna sostenute dal suo partito. “Nel centrodestra non ci sono bambole – ha precisato la pidiellina – Noi ci pettiniamo da sole o al massimo andiamo dal parrucchiere”. “Il maschilismo c’è anche nel Pdl – ha ammesso poco dopo l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio – ma noi abbiamo un leader che crede nelle donne e non credo che ci siano stati atteggiamenti che ci hanno fatto vergognare di essere del Popolo della libertà”.

La pasionaria ha, insomma, difeso strenuamente il Cavaliere, anche quando un giornalista ha rievocato il quadretto allestito qualche settimana fa da Silvio Berlusconi con una dipendente dell’azienda Green Power a cui aveva destinato battutine imbarazzanti. Lei viene? Quante volte?”, ha domandato alla Santanchè il giornalista, provocando la reazione stizzita di molte delle signore intervenute all’incontro. Ma la pidiellina non si è sottratta: “Anche a lei sarà capitato di fare delle battute – ha detto – ma lei le battute le fa con le donne che si mettono disponibili sul mercato. Quando voi uomini trovate terreno fertile perché avete accanto una donna ammiccante, che sorride, magari ci provate e l’invitate a cena e per il dopocena. Tocca a noi donne – ha insistito la Santanchè – far capire che non si è disponibili sul mercato”. 

A voler allontanare ogni sospetto di maschilismo da Silvio Berlusconi è stata anche Mariastella Gelmini: “Il presidente ha sempre avuto grande rispetto delle donne e le ha spesso difese dal maschilismo che c’è un po’ in tutti i partiti – ha affermato l’ex ministro dell’Istruzione – Poi Berlusconi ha il culto della battuta, capisco che le sue battute a volte non politicamente corrette possano infastidire qualcuno, ma gli italiani giudicheranno serenamente e sceglieranno tra le opzioni in campo”.