Gli studenti Erasmus eleggono Bersani, centrodestra fuori dal Parlamento

Sono stati pubblicati i risultati della votazione simbolica organizzata dagli studenti del programma Erasmus, che si erano recati nei seggi da loro preparati tra il 20 al 23 febbraio. A vincere le “elezioni di protesta” è stata la coalizione di centrosinistra, seguita dal partito di Beppe Grillo, mentre il centrodestra non raggiunge la soglia del 3%, necessaria per entrare in Parlamento.

In pochi alle elezioni “parallele” – Come promesso, i ragazzi dell’iniziativa “io voto lo stesso” – su Twitter #iovotolostesso – hanno reso noti i vincitori del loro voto di protesta, una tornata elettorale che era stata programmata da due studentesse italiane a Madrid, dopo che era stato negato loro il permesso di votare i loro candidati dall’estero. Seggio di Bruxelles a parte, da dove non sono stati divulgati i risultati, per non alterare il voto in Italia, i giovani che hanno voluto esprimere la loro preferenza sono stati 1.247, in 24 città europee. Si tratta tuttavia di una minoranza e secondo Antonella Frasca, una delle ideatrici dell’iniziativa, la fiducia nell’attuale sistema sarebbe molto scarsa. “In molti ci hanno detto di non credere nella politica e nel voto” ha raccontato la giovane da Madrid.

Spopola il centrosinistra – Per quelli che si sono recati alle urne, a vincere è stata la coalizione di centrosinistra formata da Pd-Sel-Cd, che ha preso per la Camera il 40,4% dei voti, seguita dal Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, 25,5% delle preferenze, mentre Monti-Fli-Udc e Rivoluzione Civile si attestano rispettivamente all’11,4% e all’11,2%. A Lisbona vince Sel di Nichi Vendola, il Pd a Londra, mentre Grillo spopola a Siviglia e a Dublino. Vera sorpresa è stato il totale fallimento dei movimenti di destra e il gruppo composto da Pdl-Lega Nord-La Destra ha ottenuto solo il 2,8% dei voti, cioè sotto la soglia minima per accedere alla Camera. Il 3,3% delle schede è invece risultato non valido, mentre le altre minoranze sono state lo 0,3% per Casapound, lo 0,2% per Forza Nuova e lo 0,2% per il Partito Comunista dei Lavoratori.

La composizione del Senato – Per il Senato Pd-Sel-Cd si aggiudicano sempre la maggioranza, con il 41% netto dei voti, seguiti dal Movimento 5 stelle (33,4%), Rivoluzione civile (9,0%), la coalizione Monti-Fli-Udc (6,7%), Pdl-Lega Nord-La Destra (2,6%), Fare per fermare il declino (1,7%), il Partito comunista dei Lavoratori (0,9%), Forza Nuova (0,6%) e Casapound (0,3%), con il 2,9% di schede nulle.