Bersani: No con Berlusconi, e apre al Movimento 5 stelle: Pronti a cambiare

Il discorso di Bersani – C’era grande attesa per il discorso del segretario del Partito Democratico, che oggi alle 17:00 ha preso la parola in conferenza stampa nella sala stampa del partito.
Siamo arrivati primi”, è il commento di Bersani, ma “chi non riesce a garantire la governabilità al suo paese non può dire di aver vinto le elezioni. Noi non abbiamo vinto anche se siamo arrivati primi”.
In queste elezioni c’è un’enorme novità che ha investito tutto il sistema politico e anche noi”, ha continuato Bersani.
Il Movimento 5 Stelle è stato un gran movimento d’opinione alimentato dalla reazione alla crisi, e la non accettazione motivata di una ricetta basata solo sull’austerità e sul rigore. La politica è apparsa moralmente non credibile”.
Bersani delinea poi il futuro della scena politica: “La prima parola tocca a noi. Saremo portatori efficaci di una proposta di cambiamento. La nostra intenzione sarà di proporre alcuni punti fondamentali di cambiamento, un programma essenziale da rivolgere al Parlamento su alcuni temi: riforma della politica, nuova legge sui partiti, moralità pubblica e privata. La logica è quella di ribaltare uno schema. No a discorsi a tavolino sulle alleanze. Vediamo ciò che c’è da fare per cambiare e ciascuno si assuma le sue responsabilità”.
Apre poi al Movimento 5 stelle: “So che fin qui hanno detto tutti a casa, ora ci sono anche loro, o vanno a casa anche loro o dicono che cosa vogliono fare per questo paese loro e dei loro figli. Grillo non è un fantasma per cui serve chiamare l’esorcista: va anzi affrontata di petto l’agenda di rinnovamento che propone il Movimento 5 Stelle. E’ un dovere morale e politico quello di interloquire con Grillo, è l’unica strada che abbiamo”.
Nessun dialogo invece con Berlusconi, che aveva proposto al Pd un governo di larghe intese per il bene del paese: “In Parlamento ci confronteremo ma non penso che fare adesso questi accorgimenti politici corrisponda a quella domanda di cambiamento, quindi assolutamente no, la strada deve essere opposta, un’altra”.

Matteo Oliviero