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Il lato oscuro del conclave

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Il conclave per l’elezione del nuovo Papa potrebbe aprirsi prima del 15 marzo, ma la cappella Sistina sarà popolata da candidati poco raccomandabili. Una situazione scomoda per la Chiesa, chiamata ad affrontare una delle maggiori crisi della sua esistenza, mentre fuori dalle mura del Vaticano i fedeli vogliono un segnale di cambiamento.

I “papabili” – Un po’ come in politica, anche tra i cardinali è difficile trovare chi è senza macchia. Il peccato è una caratteristica fondamentale dell’uomo, è vero, ma qui stiamo parlando di uomini di fede e di crimini pesanti e reiterati, troppo importanti per i possibili candidati ad occupare la futura sede vacante di Pietro. Uno dei casi più famosi è quello di Roger Mahony, l’ex arcivescovo di San Francisco, accusato di aver coperto numerosi episodi di abusi su minori da parte di preti pedofili. Secondo il suo collega di New York, Timothy Dolan, Mahony deve partecipare al conclave perché “è un cardinale e per questo ne ha tutto il diritto”. Ma anche Dolan ha la tonaca sporca perché, mentre nel 2003 amministrava la diocesi di Milwaukee in Wisconsin, fu additato di aver pagato 20 mila dollari ad un prete pedofilo per invitarlo ad allontanarsi dall’ambiente religioso.

Le tonache nere – Un comportamento che aveva lasciato i parenti delle giovani vittime allibiti, ma i due casi appena raccontati non sono gli unici tra i 116 porporati chiamati al voto in Vaticano. L’arcivescovo di Edimburgo Keith O’Brien si era dovuto dimettere per le accuse di abusi rivoltegli da quattro seminaristi, il primate d’Irlanda, Séan Baptist Brady, e l’ex capo della Chiesa d’Olanda, Godfried Daneels, avevano invece insabbiato i casi di pedofilia a loro noti. Anche l’arcivescovo di Sidney Goerge Pell, era finito sotto la lente delle autorità nel 2002 per il possibile abuso di un giovane. Ma i dettagli peggiori dell’amministrazione di Pell sono rappresentati da altri casi eclatanti avvenuti in Australia. Il sacerdote 70enne Robert Charles Best è infatti implicato in 27 casi di abusi e nel 2012 circolavano anche delle voci di un’inchiesta che lo vedeva protagonista in 50 casi di suicidi avvenuti in scuole cattoliche. Poi c’è la vicenda di Kevin O’Donnell, il padre ritiratosi per anzianità nel 1992 e arrestato nel 1993 per pedofilia. La Chiesa non ha mai fatto ammesso i crimini dell’uomo, che ora riposa in un cimitero cattolico, insieme ai suoi vecchi colleghi prelati.