Turchia vs. Israele, le risposte dal mondo

Tensioni fra Israele e Turchia. Dopo le frasi choc del premier turco Recep Tayyip  Erdogan riguardo al sionismo, oggi arrivano le prime reazioni.

Le dichiarazioni di Erdogan risalgono a mercoledì scorso, in occasione  del quinto Forum globale
dell’alleanza tra le civilizzazioni dell’Onu a Vienna. Proprio lì disse che “ come il sionismo, l’antisemitismo e il fascismo, e’ diventato impossibile non vedere nell’islamofobia un crimine contro l’umanità'”. Parole che  scatenano l’ira di Benjamin Netahyahu. “E’ un discorso fosco e falso -dice – degno di altri che pensavamo appartenessero ormai alla storia”. Condanne anche da parte del segretario dell’Onu, Ban Ki Moon.

Gli attriti fra Istanbul e Gerusalemme risalgono al 2010, dopo l’attacco israeliano alla  “Fredoom Flottilla”. La nave, con a bordo attivisti pro-Palestina, era stata fermata dopo aver superato i confini di Gaza. Nell’incidente hanno perso la vita nove persone di origine turca. Ancora non si è fatta piena luce sull’episodio, tanto è vero che dopo la sentenza del Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu ancora rimangono dei dubbi.  Oggi con i discorsi di Erdogan, le relazioni fra i due paesi diventano ancora più tese. Intanto il segretario di stato americano John Kerry fa visita ad Ankara, in Turchia. La città è fra le tappe dell’ultimo tour che lo ha portato anche a Roma.  Proprio dagli Stati Uniti sono arrivate parole di sostegno a Israele. “Respingiamo la caratterizzazione fatta del sionismo da premier Erdogan come un crimine contro l’umanità”, spiega il portavoce della Casa Bianca  Tommy Vietor. “Incoraggiamo la gente di ogni fede, cultura e idea-conclude- a denunciare le azioni di odio e superare le differenze di questi nostri tempi”.