Grillo a Bersani: Sarà un Vietnam parlamentare

Premessa: per superare lo stallo, il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha ieri annunciato dalle colonne de La Repubblica la proposta di una piattaforma programmatica (scandita in 7-8 punti) da sottoporre all’attenzione della Direzione nazionale prima e del capo dello Stato poi. Una “lenzuolata” di priorità, con cui il democratico spera di incassare la fiducia in Parlamento. “Sarà un governo di cambiamento, ha vaticinato Bersani, che ha tentato di passare la patata bollente a Beppe Grillo: “Un governo nasce con un voto di fiducia o non nasce per niente – ha spiegato il segretario del Pd – Ora sta a lui scegliere“.

La risposta del “megafono” del Movimento 5 Stelle non si è fatta attendere. Ed è arrivata, come spesso accade, dal suo blog“In questi giorni è in atto il mercato delle vacche – ha subito affondato Grillo – Al Movimento 5 Stelle arrivano continue offerte di presidenze della Camera, di commissioni, persino di ministri”. “E’ il solito modo puttanesco di fare politica – ha rincarato la dose il genovese – Per attuarlo però ci devono essere persone disposte a vendersi. E il M5S, i suoi eletti, i suoi attivisti, i suoi elettori non sono in vendita”.

E dopo aver destinato epiteti poco lusinghieri al segretario del Pd (“E’ fuori dalla storia e non se ne rende conto”) e a Matteo Renzi (“E’ un politico di professione, non ha mai fatto nulla di apprezzabile”), il blogger ha rimarcato il punto: “Il M5S è composto da persone responsabili che vogliono un cambiamento radicale della morale pubblica – ha scritto – fermarlo è impossibile, in particolare con i soliti giochini da palazzo. Il M5S voterà in aula ogni legge che risponda al suo programma, non farà alleanze“. Fino alla chiusa bellicosa: “Se il pdmenoelle vuole trasformare Camera e Senato in un Vietnam – ha tagliato corto Grillo – il M5S non starà certo a guardare”.

A introdursi nel dibattito politico è stato anche Matteo Renzi. Il “rottamatore” del Pd, che ha escluso categoricamente la possibilità di sfilare a Bersani la candidatura a premier al fotofinish, ha detto la sua sull’intricata questione 5 Stelle. “Pensiamo di uscirne vivi offrendo a Grillo la Camera e a Berlusconi il Senato, secondo gli schemi che hanno fallito in passato?”, si è chiesto il sindaco di Firenze stigmatizzando la soluzione indicata qualche giorno fa da Massimo D’Alema“Grillo non va rincorso, va sfidato – ha spiegato Renzi – La priorità è rimettersi in sintonia con gli italiani, non giocare al compro-baratto e vendo dei seggi grillini”.