Post voto: Berlusconi apre a nuove elezioni

Naufragata (almeno per il momento) l’ipotesi di un “governissimo”, Silvio Berlusconi sembra volgere altrove il suo sguardo. Costretto nel cono d’ombra dal duello tra Pierluigi Bersani e Beppe Grillo, il Cavaliere tenta di riprendersi spazio aprendo a scenari inediti. Cambiamo la legge elettorale – ha dichiarato ieri ai microfoni di Sky Tg24 – e andiamo a nuove elezioni. E a insolentirlo arrivano le accuse formulate dalla Procura di Napoli, che ha avviato un’indagine per presunta corruzione contro di lui.

“Io non sarei così ostile a una continuazione della campagna elettorale e andare, dopo aver cambiato la legge elettorale, immediatamente a nuove elezioni”. Interpellato da Sky Tg24, Silvio Berlusconi ha indicato ieri la sua personale soluzione politica. La mano tesa agli avversari non sembra aver sortito alcun effetto e il presidente del Pdl appronta per questo un piano alternativo. “L’Italia rischia molto – ha messo in guardia l’ex premier – Tutti guardano a noi con molta preoccupazione. Se non saremo capaci di governarci e di fare le riforme, avremo una situazione difficile con cui scontrarci”. 

Ma a impensierire il Cavaliere ci ha pensato anche la Procura di Napoli, che ha avviato un’indagine per corruzione e finanziamento illecito ai partiti. Secondo i pm, Berlusconi avrebbe “comprato” nel 2006 l’allora senatore dell’Idv, Sergio De Girolamo, al fine di far cadere il governo retto da Romano Prodi. Al dipiestrista passato nelle file del Pdl sarebbe stata corrisposta una somma pari a 3 milioni di euro, come riferito dallo stesso De Girolamo: “L’accordo si consumò nel 2006 – avrebbe detto ai togati – Il mio incontro a palazzo Grazioli con Berlusconi servì a sancire che la mia previsione di cassa era di 3 milioni e immediatamente partirono le erogazioni. Ho ricevuto 2 milioni in contanti da Lavitola (ex direttore dell’Avanti e presunto faccendiere del Cav, ndr) a tranche da 200/300 mila euro”.

Una vera e propria “bordata”, a cui Silvio Berlusconi ha risposto passando al contrattacco: “De Girolamo è stato costretto dai pm a mentire per evitare la galera”, ha tagliato corto l’ex presidente del Consiglio. “La mia scelta di sottopormi ad interrogatorio – gli ha risposto a stretto giro il diretto interessato – è stata il frutto di una mia libera determinazione“. L’ennesima tegola giudiziaria caduta sulla testa del Cavaliere ha spinto il suo partito a mostrare i muscoli: “Non sono ancora esauriti i commenti sui giornali dei successi elettorali e già ricomincia l’aggressione della magistratura nei confronti di Silvio Berlusconi – ha denunciato Angelino Alfano – Annunciamo fin da ora una grande manifestazione di piazza a difesa della sovranità del Pdl e della democrazia italiana”.