Fantalauree: è questo il vero problema?

A pochi giorni dalle elezioni, fu Oscar Giannino a inciampare su titoli accademici mai conseguiti. A denuncialo l’ex sodale, Luigi Zingales, che – vinto dal dispiacere personale – decise di mollare l’amico per far ritorno alla Chicago Booth School of Business. Un “capitombolo” che è costato a Giannino la direzione di Fare e allo stesso movimento un magro risultato elettorale. La questione ha attirato l’attenzione di tutti e ha giustamente posto l’accento sulla necessità, per chi si candida, di dimostrare trasparenza e correttezza. Le stesse parole che vengono scomodate da qualche giorno in riferimento a Guido Crosetto. Anche il co-fondatore di Fratelli d’Italia avrebbe, infatti, millantato una laurea mai conseguita, attirandosi le ire dei benpensanti. Ma è davvero così grave?

Sia ben chiaro: non vogliamo farci difensori di chi, per motivazioni più o meno plausibili, ha sostenuto il falso. Men che meno se lo ha fatto a favore di telecamere o a  microfoni accessi. Gli errori commessi da Oscar Giannino e da Guido Crosetto (auto-assegnatario di una laurea in Economia e commercio) andavano segnalati e messi a conoscenza dei cittadini italiani. Ma è l’insistere, un po’ pettegolo, su queste faccende che può destare qualche sospetto. Il fatto che il brillante Oscar Giannino (corteggiato da tutti i talk show televisivi in virtù della sua vis oratoria) non abbia mai ricevuto l’investitura di “dottore” non avrebbe dovuto, a nostro avviso, modificare il giudizio formulato fin qui sul suo conto.

Si dirà: è una questione di lealtà e trasparenza. Giusto, Giannino andava “smascherato”, ma non messo alla berlina di un sistema mediatico che ne ha fatto il capro espiatorio a una manciata di giorni dalle elezioni. Con la conseguenza di volgere il mirino verso chi si è macchiato di colpe infinitamente più blande di quelle perpetuate per decenni da inamovibili protagonisti della scena pubblica. E che dire di Guido Crosetto? L’ex pidiellino fondatore di Fratelli d’Italia ha sempre dato prova di lealtà e serietà e non ha lesinato attacchi alla dirigenza del suo ex partito quando questa è apparsa (a suo giudizio) indifendibile. Un’onesta morale e intellettuale riconosciutagli anche dagli avversari, che hanno spesso scorto in lui un interlocutore ragionevole. La sua mancata laurea in Economia non compromette certo il suo pedigree politico e va, in ogni caso, incasellata nel giusto spazio dell’informazione nazionale.

Il Paese s’incammina verso una fase istituzionale particolarmente delicata. Documentare ciò che accade nel modo più obiettivo possibile resta  l’unica via da percorrere per un sistema informativo sempre più “ingolosito” dai finti scoop, che rischiano di farsi complici della baraonda generale.