Post voto, Napolitano ai politici: Serve misura e realismo

La dichiarazione consegnata da Giorgio Napolitano, al suo rientro dalla Germania, ha assunto i contorni di un’obliqua sconfessione destinata a Pierluigi Bersani. Il segretario del Pd annuncia da giorni l’intenzione di presentare un programma di governo (scandito in pochi punti) da sottoporre all’attenzione del capo dello Stato. Una sorta di auto-nomina a premier, che avrebbe insolentito non poco l’inquilino del Colle. Tanto da spingerlo a precisare: “Evitiamo premature categoriche determinazioni di parte“. 

“Al mio rientro dalla Germania, ho potuto prendere meglio visione delle prese di posizione apparse sulla stampa italiana in ordine alle prospettive post elettorali. Sono state affacciate, sia da analisti e commentatori sia da esponenti politici, le ipotesi più disparate circa le soluzioni da perseguire”. Sono queste le parole con cui il presidente della Repubblica, incalzato sabato scorso dai cronisti, ha lasciato intendere di voler porre un freno alle premature soluzioni indicate da alcuni leader politici (Bersani in primis) all’indomani del voto.

“Nel ribadire attenzione e rispetto per ogni libero dibattito e, soprattutto, nel riservarmi ogni autonoma valutazione nella fase delle previste consultazioni formali con le forze politiche rappresentate in Parlamento – ha continuato Napolitano – mi permetto di raccomandare a qualsiasi soggetto politico misura, realismo, senso di responsabilità anche in questi giorni dedicati a riflessioni preparatorie”. Come dire: è inutile che vi affanniate a individuare soluzioni perché a indicare la strada da percorrere (secondo il dettame costituzionale dell’articolo 92) sarò io.

E mentre il presidente invita politici e analisti a procedere con maggiore cautela e discrezione verso le imminenti consultazioni, le ipotesi sul successore di Mario Monti a Palazzo Chigi si fanno sempre più ardite. Il monito di Napolitano prefigurerebbe, secondo alcuni, l’intenzione del presidente di “sfilare” a Pierluigi Bersani la nomina a premier che, con la maggioranza rocambolescamente conquistata alla Camera, potrebbe non essergli riconosciuta. Per garantire una maggiore stabilità, Napolitano potrebbe voler scommettere su qualcun’altro, magari su un “tecnico” distintosi nell’ultimo anno e mezzo di governo. Tra i più “papabili”: gli ex ministri Corrado Passera, Fabrizio Barca, Anna Maria Cancellieri. Ma c’è anche chi ha scomodato il nome del giurista Stefano Rodotà.