Morrissey vuole il concerto vegetariano, gli organizzatori lo ingannano

“Meat is murder” cantavano gli Smiths negli anni ’80, “la carne è omicidio”. Nel tempo Morrissey, il leader della band, convinto vegetariano e animalista dall’età di 11 anni, ha portato avanti con coerenza la sua lotta alle carnivore multinazionali del cibo. La sua ultima battaglia si era concentrata sullo Staples Center di Los Angeles, dove il cantante si è esibito il 1° marzo. Nelle scorse settimane, l’organizzazione aveva accettato una specifica richiesta del Mozzer: “Per la prima volta nella sua storia lo Staples Center di Los Angeles, dove non mancano rivendite con hot-dog ed hamburger, diventa – anche se per un giorno solo – totalmente vegetariano. La direzione ha infatti accolto la richiesta di Morrissey“, si leggeva lo scorso 19 febbraio su Rockol. Ma non è andata così.

Solo una volta sul posto il cantante ha dovuto constatare che, diversamente da quanto reso noto in precedenza, l’area adibita a vendita e consumo vegetariano era solo quella del backstage (evidentemente, l’unica visibile a Morrissey), mentre in tutto il resto dello Staples Center continuava normalmente la vendita di hamburger, hot-dog e carni varie. L’unico locale che gli organizzatori sono riusciti a far chiudere è il McDonald (già altre volte al centro delle polemiche del Mozzer), ma per gli altri rivenditori non c’è stato verso: durante il concerto del vegetarianissimo Morrissey, carni e sandwich di ogni tipo sono state vendute in maniera indisturbata, sebbene – riportano le fonti – a debita distanza dal palco, per non farlo innervosire.

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