Bersani alla direzione del Pd presenta gli 8 punti per il cambiamento

Gli 8 punti di Bersani – Alla direzione del Partito Democratico passa la linea dettata dal segretario Pierluigi Bersani, che presenta otto punti cruciali per promuovere il cambiamento.
Bersani ha chiesto prima di tutto rispetto per il Capo dello Stato: “Apriamo questa direzione nel pieno rispetto dei percorsi istituzionali e delle prerogative del capo dello Stato ma abbiamo il diritto-dovere di pronunciarci con semplicità davanti all’opinione pubblica. Le decisioni che prenderemo oggi potranno segnare non solo questo momento ma il futuro, una fase non breve“.
Non si tratta di alcun corteggiamento a Grillo, ha spiegato Bersani ma si tratta “di capire ciò che si muove nel profondo, di bucare il muro dell’autereferenzialità del sistema perché comincia a essere in gioco il sistema. Il canale democratico non è ostruito. Se si rivolge alle istituzioni per rinvigorirle o per farne una vuota cassa risonanza è da capire, ma questo dipende dalla nostra iniziativa che deve sollecitare una risposta”.
E ancora rivolto a Grillo: “Chi ha avuto il consenso di 8 milioni di elettori e ha scelto la via parlamentare deve dire cosa vuol fare di questi voti per l’Italia, per il destino del paese e dei nostri figli. In un tornante drammatico della storia non può ridursi a una proposta sulla raccolta differenziata”.
E propone i suoi otto punti. Prima di tutto “la rottura della gabbia di austerità imposta dall’Europa”. Poi il sostegno al lavoro, la riforma della politica e dei suoi costi, l’equità, la moralità, l’ambiente, i diritti di cittadinanza e il sostegno alla scuola e alla ricerca scientifica.
Porte aperte quindi al Movimento 5 stelle, mentre nessuna forma di collaborazione sarà invece attuata con il Pdl.
Alternative? Bersani le esclude: “Da questa riunione, di ipotesi B non ne sono venute. E’ venuta una proposta di iniziativa A. Un piano A che è un sentiero molto stretto, o lo si supera e quindi si comincia con un governo che cambi le cose, o il sentiero lo si sgombererà dalla nebbia. Ci sarà il Capo dello Stato. Non ho sentito altre proposte e nel governo del presidente per definizione non dobbiamo interferire”.
 

Matteo Oliviero