Post voto: Grillo chiude anche al governo tecnico

Dopo la due giorni trascorsa a Roma per le dovute presentazioni e per fare il punto della situazione, in un’affollatissima conferenza stampa domenicale, i due neo eletti capigruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera e al Senato si sono finalmente palesati ai giornalisti. Un incontro destinato a “partorire” il primo misunderstanding, con Vito Crimi (capogruppo a Palazzo Madama) che, nel ribadire il fermo “no” a un governo fatto di partiti, ha fatto intendere ai cronisti che il movimento stesse invece prendendo in considerazione la possibilità di aprire a un governo tecnico. Deduzione fermamente smentita all’indomani sia da Crimi che da Beppe Grillo.

“Non daremo la fiducia a un governo di partiti. Qualunque proposta alternativa al governo dei partiti, noi la valuteremo”: sono queste le parole, pronunciate domenica scorsa da Vito Crimi, che hanno spinto i giornalisti presenti in sala a scorgervi la disponibilità del M5S a “benedire” la formazione di un nuovo governo tecnico. Interpretazione sbugiardata dallo stesso Crimi, che sulla sua bacheca facebook ha ieri scritto: “Preciso che non ho mai parlato di appoggio a governo tecnico, l’unica soluzione che proponiamo è un governo del Movimento 5 Stelle che attui subito e senza indugio i primi 20 punti del programma e a seguire tutto il resto. Il nostro programma – ha continuato Crimi – è chiaro ed è stato annunciato in tutte le piazze e in streaming”. 

“Le nostre parole di ieri in conferenza stampa sono state chiare e non lasciano dubbi – ha rimarcato il neo parlamentare rivolgendosi ai giornalisti – Prego tutti di rispettare la mia volontà ed evitate di chiedermi interviste o presenze radiotelevisive. Abituatevi anche a chi dice si per dire si, no per dire no, senza interpretazioni“. E per sgombrare il campo da ogni residuo fraintendimento, anche Beppe Grillo ha creduto opportuno ribadire il concetto: “Il M5S non darà la fiducia a un governo tecnico, né lo ha mai detto – ha tagliato corto ieri sul suo blog – Non esistono governi tecnici in natura, ma solo governi politici sostenuti da maggioranze parlamentari. Il governo Monti è stato il governo più politico del dopoguerra – ha denunciato Grillo – nessuno prima aveva mai messo in discussione l’articolo 18 a difesa dei lavoratori. Il presidente del Consiglio tecnico – ha rincarato Grillo – è un’enorme foglia di fico per non fare apparire le vere responsabilità di governo da parte di Pdl e Pdmenoelle.”