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Il centro scoppiato: Casini e Fini verso il tramonto?

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Nel corso dell’ultima agguerritissima campagna elettorale, Silvio Berlusconi ha più volte vaticinato la fine politica dei suoi ex “delfini”. Il Cavaliere aveva forse già intuito che l’approdo di Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini nel “centrino”a trazione montiana li avrebbe  portati a sbattere contro gli scogli. Una previsione (o un auspicio?) che si è di fatto avverata, con i due leader che – all’indomani del flop elettorale – meditano sugli errori commessi misurando i margini di un eventuale recupero.

Il partito di Casini si è riunito ieri a Roma per fare il punto della situazione. Un Consiglio nazionale particolarmente teso e “orfano” del suo leader che, ufficialmente è rimasto a  casa per non condizionare le discussioni, ma che – secondo le malelingue – ha disertato l’incontro per scansare anatemi e accuse. A dirigere i lavori è stato il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, che ha annunciato un congresso nazionale a fine aprile e l’intenzione di fare largo ai tanti giovani militanti impegnati nei territori. Casini si è limitato a scrivere una lettera“Cari amici, dall’atto di fondazione dell’Udc ho dedicato a questo partito ogni mia energia con convinzione e passione. Anche all’indomani di un amarissimo risultato, sta a voi giudicare se i risultati, nel corso di questi dieci anni, siano stati all’altezza delle aspettative”.

Per quanto mi riguarda – ha continuato l’ex presidente della Camera – so che una stagione è stata chiusa e conservo verso ciascuno, a partire da Lorenzo Cesa e Rocco Buttiglione, un debito di riconoscenza profondo”. “Abbiamo combattuto una buona battaglia, in coerenza con i nostri valori – ha concluso il centrista – Mi auguro per il bene dell’Italia che le nostre ragioni non vengano riconosciute solo tra qualche anno”.

Aria pesante anche nella sede di Fli, dove si è riunita ieri la Direzione del partito con Gianfranco Fini pronto a recitare il “mea culpa”. “La responsabilità è tutta mia”, avrebbe detto il leader ai suoi, addossandosi la “croce” del flop elettoraleIl resto sta nella nota diffusa in serata: “La Direzione di Futuro e libertà ha giudicato il risultato elettorale completamente negativo – si legge – Esso ha chiuso una fase, ma non pone fine ad un impegno politico. Tutto dovrà essere rapidamente azzerato in termini organizzativi perché la responsabilità dell’insuccesso, nobilmente assunta in prima persona dall’onorevole Fini, grava sull’intera classe dirigente”. “I valori non negoziabili che furono alla base della nascita di Fli restano comunque validi – si precisa nel comunicato diffuso ieri dai “finiani” – ma dovranno essere interpretati con un nuovo e più ampio coinvolgimento di tutti coloro che in essi si riconoscono”. Tempo di reinventarsi o di congedarsi definitivamente dalla scena pubblica?