Unipol: Berlusconi condannato e il Pdl insorge

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:18

Il famoso nastro con la voce di Piero Fassino che si congratula con Giovanni Consorte per l’acquisizione dell’Unipol (“Allora abbiamo una banca?”, si lasciò scappare nel 2005 l’allora segretario dei Ds) ha finito per “inguaiare” i fratelli Berlusconi. Che ieri sono stati condannati per rivelazione di segreto d’ufficio dal Tribunale di Milano. Più precisamente: Silvio Berlusconi è stato condannato a un anno di reclusione, mentre il fratello Paolo a 2 anni e 3 mesi. Tanto quanto basta a far “sbottare” il presidente del Pdl, che ha riacceso i fari sulla persecuzione giudiziaria di cui di sente vittima, incassando l’unanime sostegno del suo partito.

“E’ davvero impossibile tollerare una simile persecuzione giudiziaria che dura da vent’anni e che si ravviva ogni qual volta vi sono momenti particolarmente complessi nella vita politica del Paese”. La sentenza emessa ieri dal Tribunale di Milano ha spinto Silvio Berlusconi a vergare una nota carica di indignazione. Soltanto una vera e completa riforma della giustizia – ha continuato il Cavaliere – potrà consentire che ai cittadini italiani non accada ciò che continuamente accade a me da 20 anni e che continuerà ad accadere poiché sono ben conscio che, anche nei prossimi appuntamenti giudiziari, non vi sarà spazio per le doverose assoluzioni che dovrebbero essere pronunciate nei miei confronti”.

Concetti ripresi da tutto il gotha del Pdl, che si è ieri stretto intorno al leader “martoriato” dai giudici. “E’ sempre più chiaro che vi è un tentativo di eliminazione di Silvio Berlusconi per via giudiziaria, essendo fallito quello per via elettorale e democratica – ha dichiarato il segretario Angelino Alfano – Oggi (ieri per chi legge, ndr) assistiamo a una tragedia che diventa farsa con la condanna della più grande vittima di violazione del segreto istruttorio proprio per una irreale fuga di notizie”. 

A prefigurare agitazioni è stato, invece, Sandro Bondi: “In un Paese come l’Italia in cui il segreto istruttorio è una barzelletta – ha osservato l’ex ministro della Cultura – la sentenza di oggi suona come un ridicolo insulto all’intelligenza e alla giustizia. Di questo passo salirà nel Paese un’aperta ribellione nei confronti di un certo modo di amministrare la giustizia: una ribellione civile e democratica – ha precisato Bondi – ma pur sempre una vera e propria ribellione”. Di sentenza “indecente e surreale” ha parlato anche Anna Maria BerniniQui si gioca per motivi politici con la vita e la libertà delle persone – ha denunciato la pidiellina – La condanna per concorso in rivelazione di segreto d’ufficio a carico dell’uomo più intercettato d’Italia è un orribile paradosso“.

E sull’home page del sito del Pdl campeggia il fotomontaggio di Pierluigi Bersani e Piero Fassino con la laconica scritta a caratteri cubitali: “Abbiamo una condanna”. Un’ingiustizia intollerabile a cui i sodali del Cavaliere hanno deciso di reagire con forza organizzando, il prossimo 23 marzo, una grande manifestazione a Roma (in piazza del Popolo) “contro l’oppressione fiscale, burocratica e giudiziaria”.