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I Diari della Crisi – Diario da Atene – #3 – Assolto il portavoce di Alba Dorata

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Ilias Kasidiaris, portavoce del partito di estrema destra Alba Dorata famoso per aver preso a pugni in diretta tv una collega onorevole, è stato assolto giovedì dal tribunale di Atene. L’accusa riguardava l’aggressione  ai danni di uno studente dell’Università di Atene avvenuta nel 2007. Il ragazzo venne circondato da cinque sconosciuti, i quali in seguito lo colpirono con manganelli ed in seguito lo accoltellarono. Dopo avergli sottratto con la forza il documento di identità, si diedero alla fuga. Una testimone prese nota del numero di targa dell’auto con la quale erano fuggiti gli aggressori, che in seguito è risultata appartenere a Kasidiaris. Il processo, iniziato nel maggio 2012, ha subito molti rinvii, anche a causa dell’elezione di Kasidiaris in parlamento. Quest’ultimo ha però rinunciato all’immunità parlamentare.

Una particolarità del processo, che ha sollevato non poche polemiche, è che a giudicare l’imputato  è stato un tribunale in composizione monocratica (giudice unico) invece di un tribunale in composizione collegiale (un presidente e due giudici). Se da una parte infatti il giudice potrebbe essere prevenuto nei confronti dell’imputato, dall’altra è anche più facilmente condizionabile.
Tutto si può dire riguardo a questo processo tranne che si sia svolto in un clima tranquillo ed equo per entrambe le parti. Sin dalle 07:00 decine di membri di Alba Dorata si sono recati presso l’aula del tribunale, occupando tutti i posti a sedere. Questo ha reso di fatto impossibile per chiunque altro essere presente in aula. Solo giornalisti ed avvocati, previo controllo da parte della polizia, avevano infatti accesso. La pubblica accusa ha chiesto al giudice, vista la situazione, di far uscire tutti i membri di Alba Dorata  per poi permettere l’ingresso solo ad alcuni di loro, liberando alcuni posti e dando così la possibilità anche ad altre persone di seguire il dibattimento. In questo modo si sarebbe mantenuto il carattere pubblico – previsto per legge – del processo. Questa richiesta non è stata però accettata, e di conseguenza si è tenuto una sorta di processo a porte chiuse tranne che per le persone vicine all’imputato.
Il risultato di tutto ciò è che il dibattimento si è svolto in un’atmosfera estremamente tesa, per usare un eufemismo. Circa settanta membri di Alba Dorata, tra cui quattro parlamentari di spicco e nessun “comune cittadino”, erano presenti durante lo svolgimento del processo. È bene notare, inoltre, come più volte i sostenitori del partito neonazista si siano lasciati andare in risate di scherno verso il ragazzo aggredito e verso la corte. Tra tutte,  un membro del partito ha “mandato i suoi saluti” alla madre del PM. Ovviamente è stato prontamente richiamato all’ordine dai più anziani, ma senza ombra di dubbio questa “strategia della tensione” ha creato un clima favorevole all’imputato.

La tesi della difesa era che la testimone, professoressa presso l’Università e membro del partito di sinistra SYRIZA, fosse in realtà venuta a conoscenza del numero di targa dell’imputato tramite il discusso sito Indymedia, e che in questo modo avesse cercato di colpire il suo avversario politico. Secondo gli avvocati di Kasidiaris, infatti, il loro cliente si trovava per motivi di lavoro presso un ospedale al momento dell’aggressione, e non c’era nessuna prova – oltre alla testimonianza della professoressa – che avesse partecipato in alcun modo all’aggressione. Nel primo pomeriggio il PM, ritenute le prove fornite dalla testimone non sufficienti, ha proposto al giudice l’assoluzione di Kasidiaris, richiesta che è stata accettata.

Nel frattempo, fuori dall’aula del tribunale, una piccola folla di circa cento persone divisa tra sostenitori di Alba Dorata e membri della sinistra, oltre che a parenti ed amici del ragazzo aggredito, attendeva con ansia il verdetto. Eccezion fatta per un singolo episodio, quando cioè un giovane è stato visto fotografare i membri di Alba Dorata col cellulare, causando un piccolo diverbio tra le due parti, non ci sono stati momenti di tensione. Del resto la strategia del partito era chiaramente quella di creare un clima pesante senza però tenere comportamenti violenti.

Senza voler mettere in dubbio il lavoro della giustizia greca, non si può certo dire che il processo si sia svolto equamente. Anche grazie alle fortissime pressioni esercitate tanto sul giudice quanto sul procuratore, Kasidiaris ha ottenuto un trattamento che senza ombra di dubbio lo ha favorito. Non meraviglierebbe certo sapere che tanto il  PM quanto il giudice si siano sentiti minacciati.
Una volta terminato il processo, Kasidiaris ha rilasciato la seguente dichiarazione ai giornalisti: “Fino ad oggi i vostri canali prostituiti al potere dicevano che sono un rapinatore, un accoltellatore ed un criminale. Io dal primo momento ho detto di essere innocente. Ora lo dice anche la giustizia. Sbatto in faccia a voi questo verdetto, e in faccia  ai vostri padroni, ai padroni delle TV ed ai nostri pietosi avversari politici, che avrebbero voluto vedere Alba Dorata al margine. Invece siamo qui. Siamo fortissimi e molto presto saremo al potere“.

Nulla di nuovo sotto il sole, Alba Dorata prosegue con il suo fare squadrista. Minacciando tutti coloro che non portano il dovuto rispetto, ed atteggiandosi a portavoce assoluto della volontà popolare. Alba Dorata – Democrazia 1-0 e palla al centro.