Caso marò, è scontro tra Italia e India. Terzi: Resteranno in Italia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:14

I marò resteranno in Italia – E’ ormai scontro diplomatico tra Italia e India dopo la decisione del governo, in particolare del Ministro Terzi, di trattenere i due marò, accusati dell’omicidio di due pescatori.
I due militari erano tornati sotto richiesta del governo Italiano per votare alle elezioni politiche dello scorso febbraio.
Ma da quanto si apprende da una nota diffusa dalla Farnesina, i due fucilieri non faranno ritorno per il processo: “L’Italia ha informato il Governo indiano che, stante la formale instaurazione di una controversia internazionale tra i due Stati, i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non faranno rientro in India alla scadenza del permesso loro concesso. La giurisdizione è italiana”.
Secondo il governo Italiano, infatti, “l’Italia ha sempre ritenuto che la condotta delle autorità indiane violasse gli obblighi di diritto internazionale gravanti sull’India, in particolare il principio dell’immunità dalla giurisdizione degli organi dello Stato straniero“.
La decisione del Ministro Terzi, a quanto pare, sarebbe dettata dalla mancata risposta del governo Indiano sulla possibilità di aumentare il dialogo e la cooperazione tra i due paesi nell’ambito della lotta alla pirateria.
La risposta del governo di Nuova Delhi non si è fatta però attendere. L’opposizione non solo accusa l’Italia di aver preso una decisione “inammissibile”, ma accusa anche lo stesso governo di adottare una linea troppo morbida sul caso.
Mentre il ministro degli Esteri, Salman Khurshid, ha fatto sapere che risponderà solo dopo avere letto la lettera mandata dal governo italiano: “Non si può rispondere in maniera istintiva”.

Matteo Oliviero