Al via la XVII legislatura con un nulla di fatto

E se la causa della “iattura” che sembra caratterizzare la nuova legislatura fosse da riferire al numero 17? Quella che ha preso il via stamattina è, infatti, la diciassettesima legislatura della Repubblica italiana, destinata (per i più superstiziosi) a incassare magri risultati. Sia come sia, la giornata di oggi si è risolta – come prefigurato – in un nulla di fatto, con i nomi dei candidati presidenti 5 Stelle, Roberto Fico e Luis Alberto Orellana, in momentanea pole position.

Questa la situazione: al Senato si sono svolti due scrutini che non hanno sortito alcun risultato. Il candidato presidente del M5S, Luis Alberto Orellana, ha ottenuto 52 voti, ma è stato “surclassato” dal diluvio di schede bianche – ben 223 – consegnate dagli altri gruppi parlamentari. Le votazioni riprenderanno domani a partire dalle ore 11,00: se anche il terzo scrutinio (che necessita della maggioranza assoluta dei presenti) non dovesse portare all’individuazione del nuovo presidente, il nodo si scioglierà inevitabilmente nel corso della quarta e conclusiva tornata, che prevede il ballottaggio tra i due candidati più votati.

E alla Camera? Nell’Aula di Montecitorio si sta ancora attendendo l’esito della terza votazione, ma nessuno confida in una “fumata bianca”. Da segnalare l'”ascesa” del candidato del M5S, Roberto Fico: votato al primo turno da tutti i 109 “grillini” presenti in Aula, al secondo scrutinio ha conquistato il consenso di un anonimo centodecimo parlamentare (esterno al gruppo dei 5 Stelle). Troppo poco, comunque, per le 450 schede bianche depositate nell’urna dai restanti parlamentari presenti.

La palla passa adesso ai partiti che, dopo il nulla di fatto di oggi, non potranno più procrastinare le loro decisioni. Il quarto scrutinio di domani alla Camera prevede che la maggioranza dell’Aula basti ad eleggere il nuovo presidente: la coalizione di centrosinistra potrebbe, in pratica, imporre all’emiciclo il proprio candidato.