Lotta al doping, nel tennis arriva il passaporto biologico

Il tennis dichiara guerra al doping e lo fa in grande stile con un annuncio ufficiale da parte del Tennis Anti-Doping Programme Working Group, un’assemblea formata da rappresentanti dell’ITF, ATP, WPT e dei tornei del Grande Slam.

L’annuncio riguarda la decisione di introdurre il passaporto biologico per i tennisti professionisti, ovvero un documento individuale nel quale verranno inseriti i risultati dei test anti-doping ed i profili dei segnalatori biologici del doping, che raccolti per un lungo periodo di tempo, possono essere utilizzati per individuare variazioni nei valori medici di un atleta, indicando un eventuale utilizzo di sostanze proibite.

L’Athlete Biological Passport, abbreviato ABP, richiederà un elevato incremento nel numero di controlli e l’intenzione è quella di effettuare buona parte di questi test soprattutto in periodi in cui gli atleti siano al di fuori delle competizioni, in modo da poterli controllare a 360° e non solo in occasione dei grandi eventi.

“L’ATP ha sempre rigorosamente supportato il Tennis Anti-Doping Programme e crede che la mossa relativa all’Athlete Biological Passport sia il passo giusto per il tennis in questo momento. I giocatori sono stati chiari sulla loro volontà di aumentare gli investimenti e gli sforzi contro il doping, e noi crediamo che questo sia il metodo più efficace per mostrare al mondo che il tennis è uno sport pulito.” Queste le parole di Brad Drewett, Direttore esecutivo e Presidente dell’ATP.

Federer e Murray si sono sfidati nella loro carriera ben 21 volte e Murray è in vantaggio per 12 incontri vinti contro i 9 vinti dello svizzero. Sfruttando il codice promozione Sisal e potrete scommettere su chi vincerà il prossimo incontro tra i due fuoriclasse.
Sono infatti numerosi i tennisti di alto livello che si sono espressi a favore del passaporto biologico, su tutti lo svizzero Roger Federer e lo scozzese Andy Murray, che aveva addirittura proposto di aumentare le tasse sui premi dei top player per poter finanziare il programma antidoping. Francesco Ricci Bitti, Presidente della ITF, la Federazione Internazionale Tennis, ha inoltre aggiunto: “L’introduzione dell’Athlete Biological Passport è un importante passo nell’evoluzione del Tennis Anti-Doping Programme, dato che ci fornisce un ottimo strumento per la lotta contro il doping nel nostro sport. Speriamo anche di ricevere un maggiore aiuto da parte delle agenzie nazionali anti-doping presenti nel mondo, che devono fare la loro parte se vogliamo vincere questa battaglia e rendere il nostro programma più efficace.”

Resta ancora da capire con certezza chi si occuperà delle ingenti spese che deriveranno da questo elevato incremento dei test medici, pare le federazioni leader nel tennis, amministrate dall’ITF, ma non è da escludere l’attuazione di qualche nuova proposta come quella avanzata da Murray.