Passera: Serve un governo stabile per affrontare la crisi

Forse perché dal dicastero più “pesante” del governo Monti (quello dello Sviluppo Economico) ha avuto modo di scrutare, con una lente particolare, la difficile situazione del Paese, Corrado Passera ha oggi sentito il bisogno di sottolineare l’urgenza di correre ai ripari. “Si deve pretendere dal Parlamento che formi un governo capace di gestire questa fase”, ha detto ai microfoni di Radio 24 il ministro uscente, che ha ieri ottenuto un primo confortante risultato nel tavolo aperto con il board internazionale della Bridgestone.

Al Senato c’è una situazione dove oggettivamente è impensabile ad oggi una maggioranza di legislatura, ma abbiamo il dovere di dare al Paese stabilità per gestire le prossime settimane e mesi, che non saranno facili”. A lanciare l’ennesimo allarme sulla preoccupante situazione interna è stato il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera. “L’Italia non sta morendo – ha precisato l’ex ad di Banca Intesa – ma è in grandissima difficoltà. Ci sono tante e tante aziende, tanti imprenditori sotto pressione. Fortunatamente ci sono anche imprenditori che riescono a emergere sui mercati di tutto il mondo, ma ciò non toglie l’enorme disagio e pressione che c’è soprattutto per le piccole e medie imprese”. Un quadro incontrovertibilmente allarmante, che ha spinto anche Passera a unirsi al coro di coloro che sperano in un superamento dellimpasse politico-istituzionale.

Intanto ieri, insieme al presidente della Puglia, Nichi Vendola, e al sindaco di Bari, Michele Emiliano, il ministro ha incassato un primo confortante risultato nel corso dell’incontro a cui ha partecipato il management della Bridgestone. Sul tavolo la paventata chiusura dello stabilimento di Bari i cui operai sono stati avvisati con una frettolosa videoconferenza. “Consideriamo le ragioni di mercato addotte dall’azienda (legati ai costi della logistica, ndr) senza dubbio valide – ha dichiarato ieri Corrado Passera – ma crediamo allo stesso tempo socialmente irresponsabile non valutare tutte le misure per poter rivedere le decisioni prese. Abbiamo chiesto alla Bridgestone un segnale concreto di accoglimento del nostro orientamento – ha aggiunto il ministro uscente – I problemi non sono facili, ma aver sbloccato una situazione che si era impantanata dà motivi di ottimismo“. Il tavolo delle trattative con il colosso giapponese si riaprirà il prossimo 5 aprile.