Boldrini e Grasso: presidenti debuttanti alle Camere

A conclusione della convulsa giornata di ieri, i nomi dei due nuovi presidenti di Camera e Senato rimbalzavano senza sosta da un organo d’informazione all’altro. A “incoronare” Laura Boldrini alla Camera sono stati 327 deputati, mentre 137 sono stati i voti che hanno permesso a Pietro Grasso di raggiungere lo scranno più alto di Palazzo Madama. Vincitori ed “esordienti” della politica.

Lei è una giornalista che ha dedicato gli ultimi 24 anni della sua vita alla difesa dei diritti degli “ultimi”. Dal’incarico alla Fao (come addetta alla comunicazione) all‘Onu, dove ha rivestito per lungo tempo il ruolo di portavoce dell’Alto commissariato per i Rifugiati, la terza presidente della Camera donna (prima di lei Nilde Iotti e Irene Pivetti) ha pronunciato ieri un discorso destinato a rimanere nella memoria collettiva del Paese. Un discorso in cui le parole spread, inflazione, competitività, sviluppo sono state soppiantate da altre – notoriamente poco frequentate dai politici – come migranti, poveri, detenuti, terremotati, “esodati”.

E un applauso a scena aperta la nuova presidente della Camera lo ha guadagnato quando ha posto l’accento sulla necessità di lavorare a difesa di tutte quelle donne vittime “della violenza travestita d’amore”: un riferimento all’allarmante incremento del “femminicidio” (soprattutto domestico) che ha fatto commuovere il leader di Sel, Nichi Vendola, a cui va il merito di aver convinto la Boldrini a candidarsi. “Facciamo di questa Camera la casa della buona politica, ha aggiunto nel suo discorso d’insediamento la terza carica dello Stato, incassando gli applausi convinti di tutto l’emiciclo.

La faticosa giornata al Senato si è conclusa, invece, molte ore dopo. Intorno alle 19,00, quando l’infaticabile Emilio Colombo (92 anni compiuti) ha proclamato la vittoria di Pietro Grasso al ballottaggio con il candidato del Pdl, Renato Schifani. Il discorso d’insediamento dell’ex procuratore nazionale Antimafia ha preso inevitabilmente le mosse dalla legalità“Giustizia e cambiamento: questa è la sfida che abbiamo davanti”, ha scandito Pietro Grasso, che ha ricordato le parole della vedova di Vito Schifani (agente della scorta di Giovanni Falcone morto a Capaci), e rivolto un pensiero ad Antonio Caponnetto: “Prima di entrare nell’aula del maxi processo – ha ricordato l’ex magistrato – mi disse: ‘Fatti forza ragazzo, vai avanti a schiena dritta e testa alta e segui sempre e soltanto la voce della tua coscienza’Sono certo che in questo momento e in quest’Aula l’avrebbe ripetuto a ciascuno di noi”.