L’affondo di Grillo: D’Alema al Quirinale? Irricevibile

Forse per dirottare altrove l’attenzione che per due giorni interni si è concentrata sulla crisi all’interno del M5S, Beppe Grillo è tornato ieri ad affondare il coltello sul fianco dei partiti, riservando un trattamento speciale allo schieramento guidato da Pierluigi Bersani

“Le cariche alla Camera e al Senato sono archiviate, dureranno lo spazio di una legislatura che si annuncia breve. Il pdmenoelle ha giocato l’unica carta che gli è rimasta, quella della ‘foglia di fico’“. E’ quanto ha scritto ieri sul suo blog Beppe Grillo, a commento delle “mosse” del Pd, che ha scelto di puntare sulla candidatura di due esponenti (Laura Boldrini e Pietro Grasso) estranei alle logiche dell’apparato. “Non si fidano di se stessi – ha rincarato il “megafono” dei 5 Stelle – sanno di essere impresentabili e quindi devono presentare sempre qualcun altro”.

Ma le insidie, per il genovese, non sono finite: “Ora tocca ad altre due cariche – ha notato – la presidenza del Consiglio e quella della Repubblica“, che – ha puntualizzato il blogger “rimane in carica per sette anni con poteri da monarca”. “Il candidato di pdl e di parte (gran parte?) del pdmenoelle è Massimo D’Alema – ha scritto Grillo – Non è ufficiale e nemmeno ufficioso, ma è molto plausibile”. “La candidatura di D’Alema sarebbe irricevibile dall’opinione pubblica – ha chiosato l’ex comico – Un fiammifero in un pagliaio. Il Paese non reggerebbe a sette anni di inciucio. Un passo indietro preventivo e una smentita, anche indignata per le ‘voci infondate’, sarebbero graditi”.