Pd, Zanda e Spenza nuovi capigruppo. Bersani: Facciamo girare la ruota

La giornata di ieri si è conclusa con l’elezione dei due nuovi capigruppo del Pd. Luigi Zanda subentrerà ad Anna Finocchiaro al Senato, mentre il giovane Roberto Speranza prenderà il posto di Dario Franceschini alla Camera. Un “passaggio del testimone” che ha fatto gongolare Pierluigi Bersani: “Stiamo facendo girare la ruota”, ha detto.

Avvocato cagliaritano recentemente incaricato dal segretario di avviare una discussione proficua con gli altri gruppi parlamentari (Movimento 5 Stelle in primis), Luigi Zanda è un volto noto del Pd. Meno conosciuto, invece, il suo collega alla Camera: originario di Potenza, il trentaquattrenne Roberto Speranza ha conquistato in tempo record la benevolenza di Pierluigi Bersani, per il quale si è molto speso nelle ultime campagne elettorali (per le primarie e le politiche). Saranno loro a farsi portavoce dei senatori e dei deputati democratici e ad accompagnare il segretario nelle consultazioni di domani pomeriggio al Quirinale.

“L’elezione di questi capigruppo – ha commentato entusiasta Bersani – segnala molto bene quello che abbiamo in mente. Al Senato abbiamo scelto una persona di grande esperienza e capacità; alla Camera abbiamo uno dei più giovani capigruppo della storia del Paese. Stiamo facendo girare la ruota ha sottolineato l’aspirante premier  utilizzando le forze nuove e valorizzando le esperienze. Ci stiamo attrezzando per questo cammino”. 

E inevitabilmente interpellato sull’incontro di domani pomeriggio con Giorgio Napolitano, il segretario del Pd ha rimarcato l’intenzione di puntare sul programma in 8 punti illustrato nei giorni scorsi. “La Direzione ha segnalato la nostra visione – ha detto Bersani – dopo di che il percorso istituzionale dei prossimi gironi è affidato al presidente Napolitano, verso il quale abbiamo grandissima fiducia“. 

Ma i beninformati prospettano soluzioni inedite. Il giro di consultazioni che si chiuderà domani al Quirinale potrebbe consegnare al capo dello Stato un’unica certezza: quella che non esistono le condizioni per affidare un incarico pieno a Pierluigi Bersani. Un’ipotesi che – stando ai soliti rumors – sarebbe stata vagliata dagli stessi democratici, che guarderebbero con moderata accondiscendenza alla possibilità che Giorgio Napolitano incarichi qualcuno (il nome più gettonato è quello del neo-presidente del Senato, Pietro Grasso) di sondare ulteriormente gli “umori” dei vari gruppi parlamentari.

Una seconda “esplorazione” tesa a prendere un po’ di tempo in prospettiva della decisione finale. Gli scenari rimangono quanto mai aperti: dall’incarico al segretario del Pd (che potrebbe arruolare una squadra  “irresistibile”) a un nuovo governo del presidente. Senza escludere l’opzione considerata più lunare: accelerare la nomina del nuovo capo dello Stato in modo da consentire lo scioglimento delle Camere (Napolitano è impossibilitato a farlo perché in pieno “semestre bianco”) e l’organizzazione di nuove elezioni.