Campanella a Vendola: Vittima di uno scherzo, gli chiedo scusa

Lì dove era nato, si è concluso. Il piccolo misunderstanding politico, che aveva spinto il senatore 5 Stelle, Francesco Campanella, a denunciare su facebook una sospetta telefonata del presidente Nichi Vendola, si è alla fine  risolto sullo stesso social network. “Ho un debito – ha riconosciuto Campanella, dopo aver verificato di essere stato vittima di uno scherzo – Devo a Vendola le mie scuse“.

Si dirà: i problemi sono ben altri, ma in questi giorni nevrotici – in cui le massime cariche dello Stato cercano di organizzare un governo per il nostro Paese – la cronaca di un gesto politico all’insegna del fair play può aiutare a rasserenare il clima. E a dimostrare che anche i politici possono riconoscere i propri errori e chiederne pubblicamente scusa. Lo ha fatto il neo parlamentare 5 Stelle, Francesco Campanella, raggiunto al telefono nei giorni scorsi da un sedicente presidente Vendola. Uno scherzo telefonico, che aveva spinto il senatore ad equivocare arrivando a denunciare le presunte advances politiche del leader di Sel.

La reazione di Vendola è stata quanto mai coriacea: “Chieda scusa o lo porterò in tribunale”, aveva tuonato il governatore, contribuendo a esasperare la tensione generale. A scrivere la parola fine è stato però lo stesso Campanella: “Ho un debito – è intervenuto martedì su facebook – Alla fine di tutta la questione telecomunicativa con i sosia radiofonici dell’onorevole Vendola, io ho fatto un po’ (?) la figura del Calandrino di turno, ma chi ci ha perso senza averne alcuna colpa – ha riconosciuto il cittadino 5 Stelle – è proprio l’onorevole Vendola, che si è trovato oggetto di un attacco tanto virulento quanto inatteso ed ingiustificato“.

“Non c’era ombra di malafede nel mio comportamento – ha precisato Campanella – ma l’accusa era tale che se l’avessero fatta a me, mi sarei imbestialito. So cosa vuol dire essere oggetto di attacchi immotivati e so che lasciano un sapore amaro. Gli devo le mie scuse“.