Consultazioni: i montiani vogliono un governo di larghe intese

A chiudere la lunga giornata di consultazioni al Quirinale è stata ieri la delegazione di Scelta Civica. Il coordinatore dei “montiani”, Andrea Olivero, i due capigruppo Lorenzo Dellai (alla Camera) e Mario Mauro (al Senato), e Lorenzo Cesa in rappresentanza dell’Udc, hanno incontrato Giorgio Napolitano per prospettargli la loro soluzione governativa.  Assenti i due “big”: Pier Ferdinando Casini e Mario Monti che, secondo i beninformati, sarebbe entrato in rotta di collisione con alcuni dei suoi parlamentari.

“Abbiamo riferito al presidente della Repubblica la nostra  ferma convinzione che sia necessario iniziare la legislatura dando vita ad un governo capace di continuare e intensificare l’azione intrapresa nell’ultimo anno per quanto riguarda sia le riforme strutturali, premessa della crescita, sia il ruolo attivo di stimolo dell’Italia nel processo politico europeo“. E’ quanto ha dichiarato ieri sera Andrea Olivero, dopo essersi congedato dal capo dello Stato, a conclusione di una giornata particolarmente intensa.

La formazione di Mario Monti ha, inevitabilmente, preso le mosse dall’opportunità di proseguire lungo la strada imboccata dai Professori, destinando particolare attenzione al contesto europeo, ma non si è sottratta dall’avanzare una seconda ipotesi: quella di un governo di larghe intese“Nonostante le evidenti difficoltà degli equilibri parlamentari – ha ripreso Olivero – crediamo sia possibile e doveroso dare risposte di governabilità ai cittadini attraverso l’assunzione di responsabilità delle principali forze politiche disponibili sulla strada dell’Europa e delle riforme necessarie per il risanamento finanziario e la crescita”. 

Un governo col quale Scelta Civica si è impegnata a collaborare solo se affronterà tematiche nodali come quelle del lavoro, della giustizia, della famiglia e delle politiche a sostegno dei più deboli. Obbediente al protocollo istituzionale, l’ancora presidente del Consiglio, Mario Monti, non ha preso parte alle consultazioni “quirinalizie”, ma corre voce che il bocconiano abbia ingaggiato una vera e propria guerra di nervi con alcuni parlamentari del suo schieramento. A infastidirlo sarebbero stati i resoconti caustici di molti quotidiani, che lo hanno dipinto come un politico ingordo e miope. “Alcune dichiarazioni che ho letto sui miei supposti interessi personali – avrebbe detto ai suoi nel corso di una riunione in Parlamento – sono disgustoseSo di essere considerato in via d’estinzione, ma non vorrei essere estinto da chi ho contribuito a portare qui”.