Medicina estetica e i disastri del fai-da-te

Il primo meeting dell’AICPE, l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica ed Estetica, svoltosi recentemente a Firenze ha dato l’allarme sui disastri provocati dal ritocco fai-da-te.

Secondo i medici specializzati in chirurgia plastica estetica è infatti sempre più dilagante il ricorso al ritocco estetico fatto in casa, dunque non eseguito da professionisti. Probabilmente il motivo di questo picco di interventi domiciliari è la crisi, che impone un risparmio soprattutto su beni e servizi non di primissima necessità, ma è soprattutto la rete lo strumento attraverso il quale questo fenomeno prende vita concretamente. Su internet si possono infatti trovare sostanze low-cost come trattamenti volumizzanti e anti-età tra i quali ad esempio il botulino e l’acido ialuronico.

I rischi di tali operazioni sono enormi e soprattutto non sono solamente estetici. Si può quindi andare incontro a una bocca del tutto sformata ma anche a gravi infezioni, paralisi, asimmetrie e cicatrici perenni. Non va infatti mai dimenticato che si tratta comunque di sostanze medicinali. Risulta quindi fondamentale ribadire il ruolo imprescindibile e insostituibile del medico ogni volta che si va a iniettare qualche sostanza.

Dal meeting il fenomeno risulta essere talmente fuori controllo da non rendere possibile un calcolo esatto del numero di persone che ogni giorno acquistano su internet sostanze di questo tipo. Si va dai filler per viso e labbra fino addirittura a terapie per ridurre il grasso e aumentare il seno. Le conseguenze sono spesso talmente disastrose da indurre i pazienti a ricorrere comunque al medico che in un primo momento avevano voluto evitare.

Disastri che possono essere causati in primo luogo dall’inesperienza pratica nell’effettuare proprio l’iniezione o comunque l’applicazione della sostanza. Ma forse il maggiore rischio sta proprio nella sostanza stessa. Spesso vengono infatti utilizzati prodotti dal contenuto ignoto, privi delle certificazioni necessarie e che non offrono dunque alcuna garanzia di sicurezza e di qualità. Capita addirittura, secondo i medici specializzati in chirurgia estetica che hanno partecipato all’evento, che il medico che si ritrovi a dover “rimediare” a questi disastri non riesca nemmeno a capire e a identificare il tipo di sostanza che il paziente si era iniettato. Si capisce quindi che, in casi come questi, diventa ancora più difficile rimediare al danno.

Si tratta comunque di un fenomeno che, considerati i dati emersi dal meeting AICPE, non sorprende molto. Interventi come i filler sono ormai richiestissimi, acido ialuronico e tossina botulinica sono sostanze in ascesa in tutto il mondo. Si confermano infatti in forte crescita i trattamenti di medicina estetica rispetto alla chirurgia plastica estetica perché meno invasivi e meno dispendiosi ma capaci comunque di dare ottimi risultati, a patto di affidarsi a professionisti.