Grasso sfida Travaglio in tv

Una sfida infuocata, da consumarsi nell’agone della televisione. E’ quella che il neo presidente del Senato, Pietro Grasso, ha lanciato ieri al giornalista Marco Travaglio. Nel corso della puntata di ieri sera di Servizio Pubblico, il vicedirettore del Fatto Quotidiano ha fornito un ritratto non troppo clemente della seconda carica dello Stato, rifiutandone la rappresentazione fornita dai maggiori organi d’informazione. Una presa di posizione che ha insolentito Grasso che, in collegamento telefonico con il programma, ha chiesto a Travaglio di confrontarsi presto in tv.

“Io conosco Schifani, ma conosco anche Grasso e non sono affatto convinto che il dualismo tra di loro, visto da molti come la lotta del bene contro il male, sia da impostare in maniera così manichea”. E’ quanto ha detto ieri Marco Travaglio nel corso della trasmissione televisiva Servizio Pubblico“Grasso non è affatto quello che viene presentato – ha spiegato il giornalista – Ancor prima di essere un magistrato, Grasso è un italiano molto furbo, un uomo di mondo che ha saputo gestirsi molto bene”. “Non ha mai pagato le conseguenze di un’indagine – ha rincarato Travaglio – e si è sempre tenuto a debita distanza dalle indagini su mafia e politica“.

Non solo: per evidenziare la presunta “benevolenza” bipartisan di cui l’attuale presidente del Senato godrebbe: “Ha ottenuto addirittura tre leggi dal centrodestra per fare fuori Giancarlo Caselli (attuale procuratore di Torino, ndr) e ottenere lui la direzione della Procura nazionale antimafia – ha denunciato il vicedirettore del Fatto – leggi anticostituzionali che però Grasso ha utilizzato”. Un je accuse particolarmente robusto, che ha spinto il diretto interessato a contattare telefonicamente la trasmissione. “Sono state fatte nei miei confronti delle accuse infamanti – è sbottato Grasso – Certamente non posso per telefono invadere in questo momento una televisione, ma vorrei invitare Travaglio a un confronto televisivo con le carte alla mano”.

“Si parla di libertà d’informazione – ha continuato il neo presidente di Palazzo Madama – ma è brutto sentirsi accusare senza poter rispondere”. E al conduttore Michele Santoro che lo ha  invitato a chiarire la faccenda nel corso della prossima puntata: “Non posso aspettare una settimana – ha replicato Grasso – queste cose vanno fatte a caldo. Cercherò un luogo televisivo dove mi possa confrontare con Travaglio subito. Il contraddittorio  ha puntualizzato l’ex magistrato – è una regola di civiltà”.