Napolitano da l’incarico a Bersani: Momento decisivo per il paese

Mandato esplorativo – Alle 17:00 il segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, è salito al Colle, convocato dal presidente Napolitano che gli ha confermato l’incarico di verificare l’esistenza di una maggioranza sia al Senato che alla Camera.
Il momento è delicato, ha spiegato Napolitano, e l’Italia “ha bisogno di un governo al più presto, per una piena attività della legislazione“.
E ancora: “Non è ancora trascorso un mese, mi complimento della composizione degli uffici di presidenza; la fase che ora si pare, senza sterili lungaggini ma con ponderazione ed equilibrio. E a chi se la prende delle lungaggini italiane, faccio rilevare che nelle due maggiori democrazie, Olanda e Israele, sono occorsi più di 50 giorni. L’implorante è dimostrare alla comunità internazionale quanto teniamo alla stabilità istituzionale, non meno di quella finanziaria. L’Italia deve darsi un governo e assicurare la vitalità della nuova legislatura e del nuovo parlamento. Così possiamo garantire le istituzioni europee, altrimenti tradiremmo le attese dei rappresentanti di paesi amici convenuti a Roma per l’elezione del nuovo Pontefice”.
Dalle Consultazioni dei giorni scorsi, ha continuato il Capo dello Stato “ho tratto il senso di una larga condivisione. Diverse sono state le indicazioni per risolvere la crisi di governo e di aprire la discussione in Parlamento. Non si può ignorare la vastità e acutezza del malessere sociale, né l’insoddisfazione nei riguardi dei partiti. Di qui l’istanza di radicale cambiamento manifestata dal M5S, corroborato dall’ottimo risultato elettorale”.
Napolitano ha chiesto poi alle parti opposte di dialogare sulle riforme di cui il nostro paese ha bisogno, quelle verso una maggiore stabilità economica, un rilancio dell’occupazione, e una stabilità dei conti pubblici.

Il no del M5S – L’incarico affidato a Bersani troverà come primo scoglio il voto contrario del Movimento 5 Stelle, come ha ricordato oggi Crimi: “Nessuna fiducia a un governo di questi partiti, né politico né tecnico. E’ difficile da comprendere? In che lingua dovrei ripeterlo? Quindi pregherei di non forzare le mie parole, nessuna apertura al Pd… Nessuna apertura al Pd….”.
Alla Camera, anche senza i voti dei Grillini, il centrosinistra ha un’ampia maggioranza, il problema si presenterà al Senato, dove per la prima fiducia almeno, si dovrà contare sui voti del centrodestra.

Matteo Oliviero