Fornero: La mia riforma? Con 6 miliardi in più avrebbe funzionato

In quelli che potrebbero essere i suoi ultimi giorni da ministro del Lavoro, Elsa Fornero non lesina apparizioni pubbliche. L’impresa della Professoressa torinese è quanto mai ardua: tentare di riabilitare l’immagine sbiadita del governo tecnico, partendo dalla riforma che porta il suo nome e che rischia di consegnarla alla storia della Repubblica come una delle protagoniste meno apprezzate dagli italiani.

Intervenuta ieri al Forum di Confcommercio organizzato a Cernobbio, la responsabile del Welfare ha fornito la sua inedita visione, subordinando alla mancanza di sodi lo scarso successo della sua riforma del lavoro. “Mi sono mancati 6 miliardi di euro, da utilizzare in questa fase recessiva per ridurre il costo del lavoro – ha spiegato – Avrebbe funzionato, purtroppo non li ho avuti. Il collega francese Michel Sapin ne ha avuti 10: beato lui”. “Se mi chiedete se rifarei quella riforma, rispondo di sì, grossomodo sì – ha aggiunto il ministro uscente – Forse potrei cambiare qualcosa, ma le linee di tendenza sono giuste: migliorare le relazioni di lavoro per migliorare la produttività”.

Una soddisfazione che Elsa Fornero ha ostentato anche qualche giorno fa, a margine di un altro convegno organizzato a Milano: “All’estero noto sempre un apprezzamento sostanzioso – ha dichiarato – e all’estero non ti apprezzano per complimentarsi con te. Guardano le cose che fai e valutano”. Da Professoressa navigata: “La riforma è sostanzialmente buona, mi darei un 7 – ha precisato – E’ un voto discreto, sono abituata a ragionare in trentesimi e sarebbe un 22-23″. “Bisogna dirlo – ha però ammesso in un passaggio del suo intervento – ho lavorato molto e i risultati sono stati pochissimi“.