Caos Pd: Fassina vs Delrio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:24

In uno dei passaggi più delicati della storia repubblicana, con Pierluigi Bersani impegnato in una missione considerata dai più impossibile, a esasperare la tensione (e la generale preoccupazione) è stata l’ennesima “scaramuccia” interna al Pd.

Pierluigi Bersani ha scelto di iniziare dalle parti sociali. Nel week end appena trascorso, l’aspirante premier ha incontrato l’Anci (associazione dei Comuni italiani), il Forum Terzo Settore, la Cia (Confederazione italiana agricoltori), la Confagricoltura, la Coldiretti e la Confindustria. Un giro di “consultazioni” che ha rinforzato la consapevolezza già diffusamente maturata: la necessità di fare presto e di dare un governo al Paese capace di traghettarlo fuori dalla tempesta.

La delicatezza del momento ha spinto molti protagonisti della scena pubblica a fornire la loro personale ricetta. Lo ha fatto anche uno degli esponenti del Pd più vicini a Matteo Renzi, il presidente dell’Anci, Graziano Delrio“Se il capo dello Stato chiede un governo istituzionale del presidente – ha spiegato ieri in un’intervista – Pd e Pdl non possono fare i capricci”. “Serve un governo di scopo che duri cinque, sei o sette mesi – ha precisato il renziano – per approvare tre o quattro punti fondamentali”. “Un esecutivo guidato da una personalità terza, senza leader politici – ha puntualizzato il numero uno dell’Anci – ma sostenuto in Parlamento sia da Bersani, sia da Berlusconi, sia da Monti“. 

La proposta domenicale di Delrio ha messo di cattivo umore il collega Stefano Fassina, vicinissimo al segretario Bersani. “È grave che, in ore decisive per la costruzione di un governo – ha osservato su facebook – una parte del Pd intervenga per indebolire il tentativo del presidente incaricato Bersani prospettando una possibile maggioranza con il Pdl per un governo del presidente”. “Un partito guidato da chi per venti anni ha praticato un uso proprietario e personalistico delle istituzioni e delle risorse pubbliche e ha portato l’Italia sull’orlo del baratro – ha spiegato il responsabile Economia del Pd – non può essere interlocutore di un governo di cambiamento”. “Gli obiettivi di una parte del Pd, almeno in una fase così delicata – ha sottolineato polemico Fassina – non dovrebbero essere anteposti all’interesse del Paese. Indebolire il tentativo di Bersani vuol dire avvicinare le elezioni“.

Ad abbassare i toni ci hanno pensato Pierluigi Bersani e Matteo Renzi. Interpellato sulla “strigliata” di Fassina a Delrio: “Mi sono occupato di tutt’altro e intendo occuparmi di tutt’altro”, ha sviato il segretario del Pd, che in serata ha ricevuto la telefonata chiarificatrice del sindaco di Firenze.

 

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