Bersani: Servirebbe un governo dei miracoli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:44

 

Ci vorrebbe un miracolo: è questa la conclusione a cui Pierluigi Bersani, impegnato in un estenuante tour de force tra forze sociali e politiche, è giunto ieri. Una conclusione che racconta bene lo stato di marcata emergenza del Paese, che non sembra prefigurare sviluppi risolutivi per la formazione del prossimo governo.

Dopo aver incontrato i sindacati, Rete Imprese Italia e alcune associazioni ambientaliste, il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha voluto tributare il suo ringraziamento a Don Luigi Ciotti per l’attività svolta da 18 anni con Libera. I discorsi e le analisi approfonditi ieri hanno consegnato al democratico un’istantanea allarmante: “E’ venuta fuori una situazione difficilissima, di crisi acuta – ha spiegato – Se uno facesse la somma di tutte le esigenze impellenti che ci sono, ricaverebbe che ci vuole un governo dei miracoli. Ora miracoli non se fanno però uscirne si può – ha continuato Bersani – perché questi incontri hanno mostrato anche tutta l’energia che abbiamo in questo Paese”.

Ma al segretario del Pd non sfugge che il passaggio più faticoso deve ancora arrivare. E arriverà a partire da oggi, quando darà il via al valzer di “consultazioni” con i rappresentanti della politica. “Mi auguro che queste 48 ore di riflessione che abbiamo dato alle forze politiche – ha dichiarato l’aspirante premier – siano state utili per arrivare a un’assunzione di responsabilità“. Anche perché – è stato il ragionamento del democratico – il momento è talmente delicato da non ammettere passi falsi o mezze misure. “Questa situazione – ha rimarcato Bersani – ci consegna l’esigenza conclamata, che viene dal Paese, di non mettere coperchi su un’esigenza di cambiamento“.

Nel corso della breve Direzione nazionale che si è svolta in serata, il segretario ha quindi ribadito la linea che intende portare avanti. “Chiederemo a Pdl e Lega – ha spiegato – di uscire da ambiti che sono un cascame della campagna elettorale e al Movimento 5 Stelle se, in un momento decisivo per il Paese, vogliono essere una comunità segregata o una forza politica che si prende qualche responsabilità. Nei limiti – ha puntualizzato Bersani – in cui può prendersela”.