Emiliano e Puppato: No-Tav in lotta col partito

 

La linea ferroviaria Torino-Lione torna a seminare “zizzania” tra i partiti. Dopo la manifestazione di sabato scorso in Val di Susa – a cui hanno partecipato alcuni parlamentari 5 Stelle e di Sel – il dibattito si è riaperto anche nel partito di Pierluigi Bersani. Non senza nervosismi.

Michele Emiliano e Laura Puppato sono, al momento, gli unici democratici che hanno fatto “coming out” sulla Tav. Ma secondo il sindaco di Bari, la fronda è destinata a crescere: “Sono sicuro che, se facessimo delle primarie nel Pd – ha dichiarato nel corso della trasmissione In mezz’ora – avremmo molte sorprese perché molti di noi, quando devono fare una grande opera di forte impatto ambientale, cercano di capire quali sono i costi, i benefici e se ci sono altri mezzi per ottenere lo stesso risultato”.  

Una posizione, quella sostenuta dal barese e condivisa dalla senatrice veneta, che ha originato frizioni all’interno del partito. “Temo che gli amministratori locali del Pd – ha notato nei giorni scorsi Emiliano – si siano chiusi in un fortino perdendo di vista che l’unica energia che convince è la politica e non la polizia”. Una “puntura” che ha spinto il collega Stefano Esposito a replicargli velenoso: “Ti riferisci all’energia politica che ha prodotto straordinari risultati elettorali in Puglia? Meno demagogia“.

Di più: il senatore piemontese del Pd, convintamente pro-Tav, ha puntato il dito contro la presunta incoerenza di Michele Emiliano, che nella sua regione starebbe lottando per ottenere le esose risorse utili alla realizzazione della linea ferroviaria Napoli-Bari“Mi sorge il dubbio – ha rincarato Esposito – che la demagogia sia più facile e comoda in trasferta, mentre in casa propria le opinioni cambiano”.

Tranchant la controreplica di Emiliano: “In Puglia ho sempre vinto – ha tagliato corto su twitter il sindaco di Bari – nonostante la pena che i pugliesi provano per il Pd quando si incarna in uno come te. Mi hai rotto“. La polemica corre, ad alta velocità.