L’azzardo di Berlusconi: Alfano vicepremier

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:21

Sembra che il presidente del Pdl, Silvio Berlusconi, abbia individuato la strada da seguire per uscire dal “pasticcio” politico nazionale. E l’avrebbe indicata ieri ai suoi, nel corso di un incontro con i componenti dei gruppi parlamentari.

Rivendicare il risultato elettorale e proporre una soluzione di compromesso che permetta all’Italia di risalire la china. Sono questi i punti su cui la delegazione del Pdl (quasi sicuramente non “capeggiata” da Silvio Berlusconi) marcherà l’accento quando si siederà al tavolo con Pierluigi Bersani. Una road map tracciata dal Cavaliere in persona: “Noi diremo a questi signori – ha spiegato ieri ai suoi – che ci sediamo al tavolo solo se si parla di un governo insieme. Per esempio, Alfano vicepremier con Bersani premier. Con la partecipazione normale delle forze espresse dagli elettori”.

Non basta: nella lista dei desiderata che i pidiellini presenteranno al segretario del Pd non mancherà il nome del futuro inquilino del Colle. “Visto che le elezioni hanno dato come risultato due forze alla pari – ha continuato nel suo ragionamento Berlusconi – noi chiediamo che ci sia un governo con l’inclusione del Pdl e anche un presidente della Repubblica moderato. La sinistra ha occupato tutte le cariche, se farà lo stesso per il Quirinale – ha avvertito Berlusconi – noi con i nostri senatori bloccheremo il Senato e quindi il Parlamento e porteremo la protesta in piazza perché questo sarebbe un golpe”.

Le proposte prospettate dall’ex premier hanno già incrociato il “niet” del futuro interlocutore. “Bisogna che facciamo discorsi seri – ha dichiarato ieri Bersani – Non si può al mattino annunciare la guerra mondiale e al pomeriggio proporre degli abbracci. Io sto proponendo una soluzione che dice: qualcuno si carica di un’azione di governo coerente e non paralizzata da veti reciproci e tutti insieme ci si corresponsabilizza per delle riforme“. Categorica anche la chiusura sul nodo del Quirinale: “Ci manca solo che discutiamo di questo – ha tagliato corto l’aspirante premier – Se ne discuterà a tempo debito, non è il caso di mescolare le cose”.