Crisi economica: allarmante aumento di suicidi e malattie infettive

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:23

Aumento dei suicidi e diffusione delle malattie infettive, questo il dato allarmante diffuso dal giornale tedesco  Der Spiegel. La crisi economica in Europa si fa sentire anche così, specialmente nei Paesi maggiormente colpiti dalla recessione come Grecia, Spagna, Italia e Portogallo. Secondo il giornale tedesco, in Grecia “gli ospedali sono allo standard minimo e ci sono focolai allarmanti di malattie come la malaria. Solo lo scorso anno c’è stato un notevole aumento di infezioni HIV tra i tossicodipendenti”. Il rapido aumento delle malattie infettive scaturisce dal fatto che mancano fondi da investire nelle strutture pubbliche e i cittadini non possono certo permettersi costose visite private; ecco, allora, affacciarsi alle soglie della contemporaneità patologie che appartengono a un passato dimenticato, fatto di miseria e malattie, come la malaria o la tubercolosi.

Ma com’è la situazione in Italia? Secondo Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio nazionale sulla salute dell’Università Cattolica di Roma, “nel nostro Paese ormai nove milioni di persone hanno rinunciato a curare disturbi di piccola e media entità o per le liste d’attesa troppo lunghe o perché non riescono a pagare le terapie. Un esempio lampante viene dalle cure dentali, con un aumento delle persone che perdono i denti e non li sostituiscono, anche perché l’odontoiatria in Italia è quasi esclusivamente privata”. Un altro dei nefasti effetti dei tagli ai servizi sanitari è dato, secondo Ricciardi, dalle statistiche sui tumori della mammella: “Al Sud c’é la metà dei casi, ma lo stesso numero di morti. Questo perché mancano i servizi di screening, e quindi le diagnosi vengono fatte quando il cancro é in stadio avanzato”.

Che dire, poi, dei suicidi? Secondo i dati Istat, sono in aumento in Italia e in tutta Europa: nel 2008 i casi nel nostro Paese erano 2.828 e, appena due anni più tardi, sono saliti a 3.048. Accade sempre più spesso che padri di famiglia senza più un lavoro, imprenditori “strozzati” dal fisco, operai disoccupati scelgano, come soluzione estrema, di togliersi la vita.

La Bulgaria, il Paese più povero della Comunità europea, è stato negli ultimi tempi l’infausto scenario di queste tragiche vicende; qui, solo dal mese di febbraio, quattro uomini hanno scelto di suicidarsi, tutti dandosi fuoco, perché esasperati dalla crisi economica. L’ultimo suicida è un quarantenne disoccupato, padre di famiglia, che si è dato fuoco in una stazione di servizio di Sitowo. Perché scegliere una fine così cruenta? Forse per non morire in silenzio, per illuminare come torce umane le coscienze di uomini corrotti che, quotidianamente, con le loro azioni contribuiscono a questo stato di cose; forse per gridare al mondo intero le falle di un sistema ingiusto.