Napolitano: I saggi al lavoro per 8 – 10 giorni. Ma è scontro tra i partiti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:59

I saggi al lavoro – Il Presidente della Repubblica ha convocato oggi le due commissioni di “saggi” nominati pochi giorni fa e ha assicurato che lavoreranno ai loro intenti per circa 8 – 10 giorni.
Questo non significa che questi gruppi di lavoro indicheranno un tipo o un altro di soluzioni di governo. Indicheranno quali sono, rimettendo un po’ al centro dell’attenzione problemi seri, urgenti e di fondo del paese, questioni da affrontare, sia di carattere istituzionale sia di carattere economico-sociale nel contesto europeo, anche permettendo una misurazione delle divergenze e convergenze in proposito“.
Dopo un timido plauso iniziale i partiti si sono scagliati contro la decisione del Capo dello Stato, che oggi ha sboccato: “Dopo sette anni sto finendo il mio mandato in un modo surreale, trovandomi oggetto di assurde reazioni di sospetto e dietrologie incomprensibili, tra il geniale e il demente”.
E ha risposto scusandosi alle critiche dovute all’assenza, tra i saggi, delle donne. “Comprendo il disappunto che con accenti polemici si è espresso per non aver inserito in quella rosa delle personalità femminili. Mi dispiace e me ne scuso”.
Napolitano è apparso piuttosto amareggiato, i suoi appelli ad un forte senso di responsabilità da parte dei partiti, sono finiti nel vuoto.

Lo scontro tra i partiti – I partiti, per ora, non sembrano voler accantonare le divergenze. Il Pdl oggi è tornato a chiedere le urne dopo le ultime indiscrezioni che davano Romano Prodi come il favorito successore di Napolitano.
Netta la risposta del Pd, no alle urne e non ad un governissimo: “Il Paese chiede una guida perché ha dei problemi, ma manca di fiducia e ha bisogno di cambiamento. Con questa profonda convinzione ci siamo messi all’opera. Siamo maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato. Questa situazione ci impone di prenderci delle responsabilità“.
Il Movimento 5 stelle, che ha chiesto più volte a Napolitano l’incarico di governo, è che si dice ancora in attesa di una risposta, è tornato ad attaccare le commissioni di saggi nominati dal Capo dello Stato.
Secondo Grillo, i saggi sono “la prova della cecità della politica”.

Matteo Oliviero

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