Serie A, trentesima giornata, il pagellone dell’ignoranza – il top e flop più amarcord del web

Dopo pasqua, pasquetta, pesce d’aprile e cambio d’ora, torna – per la gioia di grandi e piccini – il pagellone dell’ignoranza, il top e flop più amarcord del web, a cura della fanpage dedicata al giuoco del pallone più ironica e più evocativa del web (e in collaborazione con un amico del Nicolone doc come Andrea Galimberti).

Dopo due giornate di assenza, il pagellone torna giusto in tempo per celebrare la Juventus che – imperterrita come solo la Juve sa essere – si avvicina alla conquista del 29esimo scudetto (sappiamo tutti che gli scudetti sono 31, cari amici juventini, non ce ne vogliate: per quanto ci riguarda potete riempirvi la maglietta di stelle che nemmeno il noto biscotto della Mulino Bianco) superando l’Inter nel classico derby d’Italia che vede i bianconeri colmi di gioia e i nerazzurri con tante pive da colmare un sacco. Continua la lotta al secondo e terzo posto tra Napoli e Milan (con i partenopei che superano il Torino 5-3 al termine di una partita d’altri tempi e con i rossoneri che superano il Chievo con uno scialbo 1-0). Mentre (quasi) tutto il resto è noia, come ricorderebbe il Maestro scomparso da poco (che sicuramente sarebbe un amico del Nicolone). Da segnalare solamente, in coda, la vittoria del Palermo che torna a -3 dalla zona salvezza e vede rinvigorite le proprie speranze.

TOP THREE

BRONZE – AMAURI
Da anni il brasiliano ci ha abituato a prestazioni alla Javi Moreno alternate a lampi alla Ruben Sosa. Dopo il flop alla Juve e la pessima figura fatta nei confronti della nazionale, a trent’anni passati sembra che Amauri abbia trovato il giusto equilibrio. Dotato di un fisico da wrestler e una faccia da kebabbaro turco, nella partita contro il Pescara, Amauri mette a segno il suo decimo gol stagionale con un gesto tecnico meraviglioso, alla Djorkaeff; stop di petto e rovesciata a bucare il portiere avversario. Se un gol così l’avessero fatto Messi o Cristiano Ronaldo, Studio Sport tra una figa e l’altra non ci mostrerebbe altro per settimane, invece il gol l’ha fatto l’untissimo Amauri e quindi il massimo a cui può aspirare è il terzo posto nel Pagellone dell’Ignoranza. Eccolo accontentato. Voto 7,5.


SILVER – PALERMO

La cura Zamparini comincia a dare i suoi frutti. Dopo aver esonerato il giardiniere messicano, il paninaro lurido fuori dallo stadio e tre raccatapalle, la squadra finalmente reagisce, imponendosi per 2-0 sulla Roma, tornata per l’occasione a giocare il peggior calcio della serie A. Mattatori della serata, la coppia Miccoli – Ilicic che in certe combinazioni ricorda i Vialli – Mancini dei bei tempi alla Samp, solo senza lo sguardo sdraiapassere del Mancio e senza Attilio Lombardo a solcare la fascia destra. Il primo gol nasce da una pennellata di Tamarreide Miccoli che pesca Ilicic in mezzo all’area; lo sloveno fa sedere Piris e uccella Stekelnburg sul primo palo. Raddoppio a parti invertite, con il numero 27 che si beve il solito Piris e serve un assist rasoterra per il capitano, anticipo secco sul difensore ed esterno secco alla Quaresma ad infilzare il portiere. Un piccolo passo verso la salvezza per i rosanero, a patto che Miccoli per qualche settimana si tenga lontano da night club e zone popolari. Resuscitati. Voto 8.

GOLD – JUVENTUS
Vittoria sull’Inter e bianconeri che mettono un ipoteca sul secondo scudetto consecutivo. La squadra di Conte si dimostra ancora una volta solida e compatta e mette a nudo tutti i limiti dellla squadra di Stramaccioni. Dopo zero secondi Quagliarella insacca con una sasabogia all’incrocio quando ancora Cambiasso si stava pettinando negli spogliatoi. E subito dopo il lampo di Palacio, Matri insacca sotto gli occhi increduli di Nerd Ranocchia che si fa prendere in giro da Proraso Vucinic. C’è poco da fare, chapeu alla Juve, a Conte e ai suoi metodi vecchia scuola; neanche Oronzo Cana sarebbe riuscito a trasformare i vari Giaccherini e Peluso in macchine da scudetto. Da incorniciare il fallo di Cambiasso su Giovinco; intervento di cattiveria pura che riporta alla mente quei meravigliosi match da campetto di periferia tra muratori albanesi e spalatori romeni. Tricolore. Voto 9.


FLOP – PESCARA

Vittima annunciata già a inizio stagione, per la simpatica squadra abbruzzese sembra essere giunto il momento di salutare la serie A appena riconquistata dopo vent’anni grazie all’ultimo miracolo Zeman. Certo, non era assolutamente facile sostituire il genietto Verrati, il funambolico Insigne e il bomber Immobile, protagonisti indiscussi della promozione… ma onestamente non puoi sperare di restare in serie A con gente come Bjarnasson (una specie di Stromberg eterosessuale con le qualità tecniche di Dario Simic) e Vukusic, che si presentò dicendo: “Mi paragonano ad Inzaghi perché faccio gol, ma punto ad essere migliore di lui”, riferendosi sicuramente alle prestazioni di Pippo nei privè della costa romagnola. A nulla è servito l’ingaggio a stagione in corso del “Padrino” Sculli, il cui unico risultato è stato un incremento del 160% della criminalità nel pescarese, e l’iscrizione di ogni singolo abitante nato prima del 31/01/12 nel registro degli indagati delle procure di mezza Italia. Forse nemmeno la sapienza tattica di Giovanni Galeone nè i baffi di Blaz Sliskovic riuscirebbero a salvare questa squadra. Eredi del Lecce 1993/94. Voto 3.