Casini scarica Monti: Non è l’uomo della Provvidenza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:46

Casini e Monti Sbollentata la delusione per il magro risultato elettorale, il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, è tornato a parlare in un’intervista concessa ieri al Corriere della Sera. Nella quale ha fornito la sua analisi del Movimento 5 Stelle“E’ un fenomeno che unisce tante cose – ha detto – antipolitica, invidia sociale, giusto bisogno di partecipazione, il senso dei giovani di una mancanza di futuro”, e non solo. Inevitabilmente invitato a fare autocritica: “Abbiamo sbagliato a pensare che Monti potesse essere l’uomo della Provvidenza”, ha ammesso il centrista.

Più di un mese per riordinare le idee e riconoscere pubblicamente la sconfitta: è il tempo che è servito a Pier Ferdinando Casini, uscito solo ieri allo scoperto, dopo il flop elettorale che ha portato (tra l’altro) alla “dipartita” parlamentare dell’alleato Gianfranco Fini“Abbiamo cercato di fare una battaglia limpida per superare il bipolarismo e l’hanno superato gli altri – ha spigato il leader dell’Udc – Noi abbiamo scosso l’albero, altri hanno raccolto i frutti. E il tentativo di Monti di ammiccare all’antipolitica non ha intercettato gli elettori, che all’imitazione – ha puntualizzato l’ex presidente della Camera – preferiscono l’originale”.

Tutta colpa del bocconiano dunque? Non proprio: “Non sono deluso da Monti – ha precisato Casini – sono deluso da una scelta cui anche io ho concorso e che si è rivelata sbagliata”. “Abbiamo cambiato noi stessi i connotati di Monti – ha ammesso il centrista – da servitore dello Stato, da Cincinnato che era, abbiamo pensato potesse essere l’uomo della Provvidenza per l’affermazione del centro. E in campagna elettorale noi abbiamo donato il sangue, ma alla fine il centro ha preso appena 3 o 4 punti in più di quando andai da solo contro Veltroni e Berlusconi”.

Quanto al futuro: “Mi auguro un patto leale tra Bersani e Berlusconi per rimettere in moto la politica – ha detto il numero uno dell’Udc – Altrimenti, chiunque vincesse, vincerà sulle macerie”. “Ora comincia una nuova stagione – ha concluso Casini – È evidente che la prossima volta dovremo schierarci“. La “batosta” elettorale ha consegnato un insegnamento impossibile da dimenticare.