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Serie A, trentunesima giornata, il pagellone dell’ignoranza – il top e flop più amarcord del web

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Vucinic in mutandeIl campionato si avvia verso le battute finali (come si può notare dalla quantità di partite su cui pesa l’accusa dei tifosi malpensanti che ipotizzano combine di fine stagione) ma il pagellone dell’ignoranza, il top e flop più amarcord del web, a cura della fanpage dedicata al giuoco del pallone più ironica e più evocativa del web, non si piega a queste dinamiche e continua a deliziarci.

Ci delizia come Vucinic delizia i tifosi della Juventus, realizzando la doppietta decisiva per superare il Pescara ormai sempre più in B (nonostante un Pellizzoli mood saracinesca, stile Turci); ci delizia come Rocchi e Ricky deliziano i tifosi dell’Inter per la prima volta durante la stagione (prima di subire la rimonta bergamasca come solo la Pazza sa fare); ci delizia come la Fiorentina e il Milan ci deliziano nel match di mezzogiorno con un pirotecnico 2-2 (che vede per la prima volta Balotelli non andare a segno); ci delizia come il cuore uscito alla fine del campionato dai giocatori del Palermo delizia i tifosi rosanero che ancora credono ad una insperata salvezza; tanta delizia, insomma.

E tutto ciò, in attesa del derby della Capitale di stasera. Ma non potevamo attendere, per offrirvi il pagellone.

TOP THREE

BRONZE – DI NATALE

Passano gli anni ma Antonio rimane sempre uno degli attaccanti più completi e prolifici del nostro campionato. Nella partita con il Chievo Totò segna una doppietta con due prodezze all’opposto. Sul primo gol beffa Puggioni, che dopo aver visto un documentario su Higuita e Chilavert su Espn Classic, prova a dribblare il capitano bianconero con un numero che neanche Denilson nella pubblicità della Nike all’aeroporto. Sul secondo gol Di Natale regala un saggio di tutta la sua classe andando ad infilare al volo sul secondo palo un lancio lungo arrivato dalle retrovie. Un gol molto simile ad uno segnato da Totti in un Roma-Samp di qualche anno fa. Ammirevole la dedica di Totò a Califfano. Pare infatti che il capitano bianconero si ispiri da anni al Califfo, aggirandosi per i locali di mezzo Friuli cercando di abbordare le tipe in romanaccio stretto, con uno stuzzicadente in bocca e la camicia aperta fino all’ombelico. Evergreen. Voto 7.

SILVER – VUCINIC
Nella sfida tra la capolista e il fanalino di coda, la palma del migliore in campo se la meriterebbe a pieni voti quel bell’uomo di Pellizzoli, autore di parate incredibili che per settantacinque minuti hanno fatto sperare il Pescara di poter tornare a casa con un punto in saccoccia. I maligni (Ferron e Taglialatela) dicono che il Pelly abbia parato più palloni ieri che negli ultimi dieci anni di carriera. Purtroppo mi vedo costretto a consegnare il secondo posto nel Pagellone dell’ignoranza a Mutanda Vucinic e non a Saponetta Pellizzoli. Questo perchè il montenegrino mette a segno i due gol che di fatto consegnano virtualmente lo scudo ai bianconeri di mister Conte. Da segnalare l’esultanza di Vucinic, che ricordava l’Albertone Tomba dei tempi d’oro quando, dopo aver vinto il mondiale, quando si faceva la pista vestito solo di uno slippino e un paio di sci. Vucinic baffo anni ’40 e slip da mercato. Voto 7,5.

GOLD – MONTOLIVO
Nel giorno del suo ritorno da ex all’Artemio Franchi, il Monto si presenta con la fascia da capitano al braccio e il capello unto e bagnato tenuto legato da un laccio, sulle orme dei vari Almeyda e Boghossian, lottatori anni ’90. Nonostante venga ricoperto di fischi dal primo all’ultimo minuto, Montolivo si dimostra ancora una volta il leader e l’anima del Milan dei giovani. Segna il primo gol dei rossoneri gabbando l’ingenuo Pizarro con un pressing che neanche Il Cobra Tovalieri ai tempi di Cagliari, regala l’assist del secondo gol a Flamini e per tutto il match offre una prova di ordine e verticalizzazioni, che neanche Volpi quando insieme a Recoba faceva sognare Venezia. Con quella faccia da bravo ragazzo e quel suo piede vellutato il Monto si sta consacrando come il nuovo Pirlo, solo con meno barba e più entusiasmo nei confronti della vita. Leader. Voto 8,5.

FLOP – ARBITRI
Flop di giornata dedicato agli arbitri, ed in particolare a Capello Incolto Tagliavento e al mitico Gervasoni. Il primo regala emozioni e chicche da maestro in Fiorentina-Milan. Da prima espelle Tomovic per una presunta gomitata su El Sharaawy e poi si inventa un rigore a favore dei viola in cui Ljajic si butta su una spinta di Nocerino; peccato che il milanista si trovasse un ad un metro di distanza e stesse twittando i suoi pensieri da ex goleador. Nel mezzo tanti gialli dati con troppa facilità, oppure non dati; come con Aquilani, che ieri sembrava un mix tra Gattuso e Montero e tra un tacco e un lancio ogni tanto azzoppava qualche avversario. Capitolo Gervaoni. In Inter-Atalanta l’arbitro mantovano regala un rigore all’Atalanta in cui solo lui vede un mani di Samuel; neanche Denis, che si trovava a mezzo metro dall’argentino, si accorge di nulla. Mani inesistente e rigore che riapre la partita. Nel finale non concede due rigori all’Inter, entrambi su Ranocchia, preso a manate che neanche Hulk Hogan nel ’93. Certo, c’è da dire che ancora una volta l’Inter si dimostra poca roba e Ranocchia regala una perla all’ Andreas Andersson mandando alto a porta vuota, ma non si può arbitrare così. Peggio di Byron Moreno. Voto 3.