Eurostat: tasso di disoccupazione in Europa aumenta in maniera vertiginosa

disoccupazione-giovanileUn dato davvero allarmante, quello confermato dall’ultima indagine statistica dell’Eurostat, riguardante i tassi di disoccupazione in Europa: il fenomeno è in crescita e, nell’ultimo anno, registra un incremento del 1,9% per quanto riguarda i Paesi della zona euro (o Eurozona, l’Unione economica e monetaria dell’Unione Europea, formata da 17 stati) e del 0,7%, per i Paesi facenti parte dell’Unione Europea (la cosiddetta Ue, che comprende 27 paesi membri). Percentuali relativamente basse, che non sembrano celare alcunché di minaccioso, fino a quando non si considera il fatto che l’aumento del 1,9% corrisponde a 1,805 milioni di disoccupati in più. E lo 0,7% corrisponde a 1,775 milioni. Sconvolgente.

Ma chi sono, per definizione, i disoccupati? Si definiscono in questo modo le persone senza lavoro che fanno parte della cosiddetta popolazione attiva. In parole chiare, quella potenzialmente in grado di lavorare nonché avente il diritto di farlo: vale a dire le persone di età compresa tra i 15 e i 74 anni (fatta eccezione proprio per l’Italia, che autorizza al lavoro a partire dai 16 anni, ma anche dopo i 74). I Paesi più colpiti dall’aumento della disoccupazione, nel periodo di tempo tra febbraio 2012 e febbraio 2013, sono la Grecia, la Spagna e il Portogallo. Resistono Austria, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi.

Gli aumenti più vertiginosi si registrano in Grecia, a Cipro, in Portogallo e Spagna. Leggera ripresa in Lettonia (che passa dal 15,6% al 14,3%, rispetto allo scorso anno), in Estonia (dal 10,8% al 9,9%) e in Irlanda (che, rispetto al 2012, registra un calo dal 15,1% al 14,2). Il fenomeno sembra colpire indistintamente sia gli uomini che le donne. Entrando nello specifico, i dati statistici indicano che la disoccupazione maschile è leggermente superiore a quella femminile. Per quanto riguarda i giovani al di sotto dei 25 anni, si registra un aumento del numero dei disoccupati pari a 196 000 persone. L’incremento risulta essere del 1% nella zona dell’Unione Europea e al 1,6% nella zona euro.

Gli aumenti meno significativi si registrano in Austria, Germania e Paesi Bassi, quelli più preoccupanti in Grecia, Spagna, Portogallo e Italia (che, purtroppo, raggiunge il 37,8 % di disoccupati under 25).

Natalia Piemontese