Corrupti Mores: Palermo e mafia (ma non solo Palermo)

La Polizia alla prese con l'operazione Corrupti MoresLo sappiamo tutti bene che molte volte dietro una impresa dal volto incorruttibile può nascondersi invece una attività poco lecita, Francesco Morici e Vincenzo Morici facevano parte di quel sistema che molte volte in televisione viene deprecato.

Dietro al volto di imprenditori onesti che facevano business tramite attività lecite, si nascondevano contatti con boss della criminalità organizzata come Matteo Messina Denaro, boss latitante che in questi anni ha fatto perdere le sue tracce.

Ancora una volta Palermo si sveglia sotto un sole inquinato, quello dei contatti e delle commistioni tra gruppi criminali e imprenditori di facciata, semplici magari prestanome nei quali il gioco è quello di riciclare quello che è sporco in attività lecite.

Il sole palermitano, il clima e la gente cordiale sono da anni costretti a vivere con un fenomeno quello della mafia e della criminalità organizzata che diventa ogni giorno più subdolo, dagli anni 50 fino ad arrivare ai giorni nostri la mafia ha cambiato spesso volto.

Come ogni organizzazione criminale che si rispetti ha saputo evolvere e fare in modo tale che i suoi tentacoli si allungassero in maniera sempre più sottile, quasi come una carezza su un volto pronta a celare nella mano un’arma affilata e tagliente.

L’operazione è stata denominata “ Corrupti mores” e ha visto coinvolti numerosi soggetti quali la squadra Anticrimine della Questura di Trapani e i nuclei della polizia tributaria delle Questure di Roma, Milano, Gorizia e Pordenone.

Ancora una volta la complessità della operazione messa in atto rivela retroscena che vanno ben al di là di Palermo, tutto questo a testimoniare che il “sole malato” palermitano è esteso a molte zone d’Italia perché il crimine organizzato ha tentacoli da tutte le parti.