Occupazione, disoccupazione e modi differenti di leggere le statistiche

disoccupatoUn‘analisi attenta di Bianco Lavoro ha rilevato come il tasso di disoccupazione, sempre in primo piano a fini statistici, fornisce un’idea solo marginale di quale sia la situazione lavorativa in un Paese. Quello che conta, per delineare un quadro generale che risulti il più realistico possibile, è il tasso di occupazione. Quando si dice analizzare un problema da più punti di vista.

D’impulso, verrebbe da pensare che, ad esempio, se la disoccupazione è all’11%, di conseguenza l’occupazione sia pari al 89%. Oppure, prendendo in considerazione i giovani al di sotto dei 25 anni, se si considera un tasso di disoccupazione del 30% si è indotti a pensare che fortunatamente il 70% di loro abbia un lavoro. Purtroppo, non è così. Tra la percentuale dei disoccupati e quella indicativa degli occupati, c’è una cosiddetta zona grigia che desta non poche preoccupazioni. Statisticamente parlando, ne fanno parte tutti coloro che non rientrano né nell’una né nell’altra categoria. Laddove, si definiscono disoccupati coloro che non svolgono momentaneamente un’attività lavorativa ma che ne hanno già avuto esperienza in precedenza.

Tra gli occupati si annoverano, invece, i lavoratori attivi, siano essi dipendenti o in proprio. La zona grigia comprende, quindi, tutti gli abitanti di questa terra di mezzo: basti pensare agli inoccupati, categoria nella quale rientrano gli iscritti al Centro per l’Impiego che non hanno mai svolto legalmente un’attività lavorativa. Un dato di notevole rilievo se si considera il fatto che, in Italia, questa zona grigia è tra le più elevate, paragonate a quelle degli altri Stati Europei. Sorpassata solo da Malta, come si evince da un’indagine statistica dell’Eurostat, relativa all’anno 2011. Sulla base di tali dati, rielaborati da Bianco Lavoro, il tasso di disoccupazione in Italia supera la soglia del 8% mentre il tasso di occupazione è al 61,2%.

Se ne deduce che il restante 30,4% corrisponde a quella zona grigia che si sta analizzando. Ed è così che se l’Italia ha un tasso di disoccupazione poco preoccupante (inferiore alla media europea), il tasso di occupazione è tra i più bassi, fanno peggio in Europa solo Grecia ed Ungheria. In conclusione, quello che emerge è uno stato occupazionale problematico nel nostro Paese. Risulta prioritario, quindi, volgere lo sguardo anche in direzione di questi esodati che, pur rientrando in una zona grigia statisticamente rilevante, non godono ancora della giusta considerazione.

Se poi si tiene conto del fatto che, nella categoria degli occupati, rientrano anche tutti i lavoratori in cassa integrazione nonché i possessori di Partita Iva con bilancio annuale negativo, il quadro si prospetta davvero critico. Eccol il link per vedere anche la tabella completa.