Renzi-Bersani: la polemica si infiamma

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:43

Bersani e Renzi

 

Pierluigi Bersani non vive certo giorni felici. Dopo i reiterati tentativi di arruolare una squadra di governo (tutti falliti), il segretario del Pd deve fare i conti con le lotte intestine che quasi quotidianamente scuotono il suo partito. L’ultima polemica è partita da Firenze, dove il sindaco Matteo Renzi si è molto dispiaciuto per la mancata nomina a “grande elettore” del prossimo presidente della Repubblica. “Me lo avevano promesso e invece hanno deciso diversamente”, ha dichiarato il “rottamatore”, che ha marcato le distanze con la dirigenza romana del partito.

“Per tanti motivi avrei volentieri rappresentato la Regione Toscana. Qualcuno mi aveva detto: vai avanti tranquillo, ti votiamo, e poi da Roma è arrivata qualche telefonata per fare il contrario”. Sono queste le parole, pronunciate ieri da Matteo Renzi, che hanno dato il là all’ennesima polemica all’interno del Pd. Il primo cittadino di Firenze avrebbe voluto raggiungere la Capitale per partecipare alla designazione del prossimo capo dello Stato, ma qualcosa (o qualcuno) – a suo giudizio – è intervenuto ad impedirglielo.

“Sono cose che succedono – ha ripreso il “rottamatore” – non era certo un mio diritto né me lo aveva prescritto il medico, mi spiace solo la doppiezza di chi parla in un modo e agisce in un altro. Ai doppiogiochisti dico: forse non riuscirò a cambiare la politica, ma la politica non cambierà me. Io quando ho qualcosa da dire – ha concluso severo Renzi – lo dico in faccia e non mi nascondo dietro giochini“. E per svuotare completamente la scarpa piena di sassolini: “Hanno scelto di mandare come delegato regionale un autorevole personaggio della politica e del mondo bancario senese – ha rincarato il sindaco di Firenze riferendosi ad Alberto Monaci – Auguri, in bocca al lupo”.

La “sferzata” fiorentina non poteva restare inascoltata. “Chiedete a Telecom se ci sono state telefonate da Roma – ha replicato ieri Bersani – Non ho fatto nessunissima telefonata e pregherei di credere che, con tutti i problemi che ci sono, l’ultimo è decidere chi sia l’uno o l’altro dei 494 nostri grandi elettori“. Ma nessuno si è illuso che la l’autodifesa del segretario abbia scritto la parole fine al coriaceo battibecco animato da Renzi, il quale più che alla carica di “grande elettore”, sembrerebbe puntare a quella di “grande eletto”.