Barca e il manifesto del Pd: Basta ipocrisie, siamo di sinistra

Fabrizio Barca

 

Quarantanove pagine per marcare l’esigenza di un partito nuovo, orgogliosamente di sinistra. Sono quelle vergate nei giorni scorsi dal ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, estensore di un documento col quale spera di risollevare le “quotazioni” del Pd (a cui, tra l’altro, si è iscritto ieri). Mosse da aspirante leader? In molti giurano di sì.

Si chiama “Un partito nuovo per un buon governo” il manifesto con cui Fabrizio Barca ha ufficializzato la sua adesione al Pd. Un documento ampio e dettagliato in cui il ministro “arruolato” da Mario Monti ha evidenziato la necessità di cambiare passo. A partire dai partiti: “L’Italia deve essere ben governata – ha scritto il tecnico – Senza una nuova forma partito ciò non mi appare possibile”. “Serve un partito di sinistra saldamente radicato nel territorio – ha spiegato nel suo manifesto il ministro – che, essendo animato dalla partecipazione e dal volontariato di chi ha altrove il proprio lavoro e traendo da ciò la propria legittimazione e dagli iscritti parte rilevante del proprio finanziamento, torni, come nei partiti di massa del passato, a essere non solo strumento di selezione dei componenti degli organi costituzionali dello Stato, ma anche ‘sfidante’ dello Stato stesso”.

E sull’orientamento a sinistra, Barca è tornato a marcare l’accento in un intervento a Rainews24: “L’Italia è l’unico Paese al mondo – ha osservato – dove non si può dire la parola sinistra: si deve chiamare centrosinistra, centrodestra, la parola centro deve stare dappertutto. E’ il risultato di una visione sbagliata che noi economisti abbiamo regalato all’analisi politica, che bisogna tutti convergere al centro. Le persone hanno convincimenti diversi – ha precisato in conclusione il ministro – Il Pd già oggi, senza che arrivi Barca a dirlo, è un partito di sinistra. Si chiama di centrosinistra per ipocrisia“.