Grillo-Bersani: tutto da rifare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:43

Bersani

 

La mano tesa ieri da Beppe Grillo all’indirizzo del segretario del Pd, Pierluigi Bersani, è già stata ritirata. In un post particolarmente duro pubblicato poche ore fa sul suo blog, l’ideatore del Movimento 5 Stelle ha, infatti, preso di mira il democratico che ha preferito “trattare” la questione Quirinale con l’eterno avversario Silvio Berlusconi. Una scelta che – è stata la severa conclusione di Grillo – condurrà al “suicidio della Repubblica”.

“Bersani ha ignorato i nomi proposti dal Movimento 5 Stelle per un semplice motivo. Gargamella ha già deciso. Ha fatto le Berlusconarie. I votanti erano due: lui e lo psiconano durante un colloquio intimo”. Parte da qui la severa reprimenda che Beppe Grillo ha destinato oggi al leader del Pd, Pierluigi Bersani. Il risultato consegnato ieri dalle “Quirinarie” aveva spinto il blogger ad aprire uno spiraglio verso il partito di Bersani, al quale aveva esplicitamente chiesto di votare in Aula la loro candidata al Colle: Milena Gabanelli. Una proposta caduta nel vuoto, che ha spinto il comico a ritornare all’attacco.

“Sono stati scelti in particolare due nomi: D’Alema e Amato – ha ripreso il blogger – Due personaggi di garanzia giudiziaria al posto di una figura di garanzia istituzionale”. “Berlusconi vuole un garante per i suoi processi – ha argomentato Grillo – D’Alema, il principe dell’inciucio, e Amato, l’ex tesoriere di Craxi, sono candidati ideali. Dopo l’occupazione del Tribunale di Milano da parte dei suoi parlamentari, vorrebbe occupare anche il Quirinale. Dal suo punto di vista è un legittimo obiettivo, per Bersani – ha rincarato il genovese – è il suicidio della Repubblica di cui lui e solo lui sarà il responsabile”.

Ed è proprio al segretario del Pd che Grillo ha scelto di dedicare l’impietoso congedo: “Finora questo signore ci ha chiesto solo il voto per un governo Bersani per farsi i cazzi suoi – ha tagliato corto – Non ha risposto alla richiesta di rinunciare ai 46 milioni di euro di finanziamento elettorale, (il M5S ha rinunciato a 42 milioni di euro), non ha fatto una piega su una proposta congiunta di incandidabilità di Berlusconi, né per la legge sul conflitto di interessi. Voleva tutto in cambio di nulla per sopravvivere a se stesso”. 

 

 

 

 

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