Quirinale: Bersani sceglie Marini, ma i renziani non ci stanno

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:40

Franco Marini

 

La lunga giornata di Pierluigi Bersani si è conclusa ieri al Teatro Capranica di Roma, dove ha incontrato i “grandi elettori” del Pd che da oggi dovranno scegliere il nuovo presidente della Repubblica. A loro il segretario ha spiegato che, dopo lunghe e sfibranti consultazioni con le altre forze politiche (tutte tranne il Movimento 5 Stelle), la “convergenza” si è trovata sul nome di Franco Marini. Ma a gradire poco sono stati sia i cosiddetti “renziani” che l’alleato di ferro, Nichi Vendola.

Nessuna sorpresa, come annunciato dal segretario del Pd prima di entrare all’assemblea con i “grandi elettori”. Alla fine il nome che è circolato con insistenza nelle ultime 24 ore come quello del più probabile successore di Giorgio Napolitano è stato quello che il democratico ha proposto ieri sera ai suoi. Ed è finito tutto con una votazione che racconta di una sostanziale spaccatura all’interno del Pd, con 222 sì, 90 no e 30 astenuti.

“Marini è il candidato più in grado di realizzare la convergenza – ha spiegato ieri sera Pierluigi Bersani – e risponde a una caratteristica fondamentale: ha il linguaggio e il profilo adatto per rivolgersi al grande tema sociale. Ha esperienza, responsabilità e carattere ed è una persona limpida e generosa”. Un identikit che non ha però convinto molti democratici, tra cui i cosiddetti “renziani”. Proprio loro hanno già annunciato che nelle urne che da oggi verranno allestite alla Camera indicheranno un altro nome.

Il tutto mentre il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ospite ieri sera della trasmissione Le invasioni barbariche, inanellava una serie di impietose considerazioni sul possibile futuro capo dello Stato. Franco Marini? – ha esordito il “rottamatore” – L’hanno fatto scegliere a Berlusconi, gli hanno presentato una rosa di nomi e hanno detto ‘scegli tu’. Al Pd servirebbe uno scatto di orgoglio. “Marini è un candidato del secolo scorso – ha rincarato Renzi – Ce ne sono tanti meglio di lui, anche nel centrodestra. Lo conosco, è una persona simpatica, ma non credo sia adatto a  ricoprire un ruolo così importante. Se non lo conoscessi – ha affondato sul finale il sindaco di Firenze – non potrei dire che non è bravo”.