Vendola dice no a Marini: Serve cambiamento

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Vendola

Il rapporto tra Pierluigi Bersani e Nichi Vendola rischia di inoltrarsi in un terreno scivoloso. L’ufficializzazione sulla candidatura di Franco Marini al Quirinale, consegnata ieri sera dal segretario del Pd, ha deluso le speranze del leader di Sel, che aveva chiesto all’alleato di aderire alla “rosa” proposta dal Movimento 5 Stelle piuttosto che convergere su un nome “benedetto” da Monti e Berlusconi. Il democratico ha deciso diversamente e adesso il partito del pugliese potrebbe scegliere di avventurarsi su un sentiero parallelo.

“Non ho nulla contro Franco Marini, ma la sua candidatura sarebbe la fine del centrosinistra e un’operazione di restaurazione“. A scriverlo ieri, sulla sua bacheca facebook, è stato Nichi Vendola. Il presidente della Regione Puglia, invitato a partecipare al tormentato incontro serale del Pd al Teatro Capranica di Roma, ha ascoltato le ragioni esposte da Pierluigi Bersani per motivare la scelta di Franco Marini, ma non le ha affatto condivise. Anzi: ancora prima che il leader dei democratici invitasse i suoi a esprimersi con un’alzata di mano sulla candidatura di Marini, Vendola e i suoi hanno creduto opportuno abbandonare l’assemblea.

Non è un mistero che il governatore della Puglia guardi con occhio interessato alla novità politica rappresentata dal Movimento 5 Stelle. Nel pomeriggio di ieri, quando la candidatura di Marini era ancora un rumor riferito dai beninformati, Vendola aveva detto:“Se gli accordi per la scelta dell’inquilino del Quirinale fossero le prove d’orchestra per il governissimo, noi non potremmo che esprimere una radicale contrarietà. Nei fatti – aveva aggiunto il leader di Sel – dobbiamo cogliere il terreno avanzato che ci offre il Movimento 5 Stelle per orientare la nostra azione politica. La rosa proposta dal M5S è un’importante e significativa base di dialogo“. 

Il papabile successore di Napolitano prospettato dal M5S, Stefano Rodotà, è persona stimata da Vendola, che ha ripetutamente tributato al giurista riconoscimenti e plausi. Tanto da accreditare l’ipotesi più probabile, ovvero che i “grandi elettori” di Sel scelgano oggi di unire le loro forze a quelle dei parlamentari 5 Stelle, indicando il nome di Stefano Rodotà sulle schede che verranno loro consegnate alla Camera. Con buona pace di Pierluigi Bersani, apparentemente sempre più isolato.