Quirinale, Berlusconi all’attacco del Pd: Non ha mantenuto i patti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:38

Silvio Berlusconi, Romano Prodi

 

L’intesa che aveva portato gli eterni rivali a convergere sul nome di Franco Marini è già materia da consegnare agli archivi storici. Nella seconda giornata di elezioni presidenziali, le distanze tra il Pd di Pierluigi Bersani e il Pdl di Silvio Berlusconi sono, infatti, tornate a farsi marcate.

A cancellare l’ombra dell'”inciucio” è bastato il nome di Romano Prodi, divenuto da questa mattina il “cavallo vincente” del Pd su cui scommettere per la corsa al Quirinale. Pierluigi Bersani ha deciso di cambiare completamente strategia, riabilitando l’antica ruggine con la compagine di centrodestra, alla quale ha propinato il “frutto avvelenato” dell’ex presidente del Consiglio. Inevitabili le reazioni stizzite dei “berlusconiani” che da sempre vanno salmodiando l’indisponibilità a “incoronare” colui che per ben due volte ha avuto l’ardire di sconfiggere il Cavaliere alle elezioni politiche.

Cosa succederà dunque? A dettare la linea in casa Pdl è stato poco fa lo stesso Silvio Berlusconi: “Secondo l’articolo 87 della Costituzione – ha ricordato ai gruppi parlamentari incontrati alla Camera – il capo dello Stato rappresenta l’unità nazionale. Per questo, ci eravamo resi disponibili a una candidatura condivisa, anche se non espressione del nostro partito. In una rosa di cinque nomi proposta dal Pd – ha spiegato Berlusconi – avevamo individuato il nome di Marini e lo abbiamo lealmente sostenuto alla prima votazione. Questa candidatura è stata accantonata violando la parola data“.

“Oggi – ha proseguito il presidente del Pdl – abbiamo appreso con sconcerto che il Pd candida Romano Prodi per salvaguardare l’unità del partito, mettendo in secondo piano gli interessi del Paese”. “Il Pd ha cambiato le carte in tavola – ha rincarato il Cavaliere – non ha mantenuto i patti, si è dimostrato assolutamente inaffidabile e sta paralizzando il Paese da 53 giorni”. Osservazioni che hanno spianato la strada alla severa conclusione: “Non riconosciamo democraticità e limpidità a questo voto e al comportamento del Pd – ha tagliato corto l’ex premier – Dinanzi a questa situazione, invito i nostri deputati e senatori, e anche gli altri parlamentari e rappresentanti regionali della nostra coalizione, a non partecipare al voto in questa quarta votazione”.