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Venezuela, dopo le elezioni popolo in lotta contro la dittatura

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Guerriglia in VenezuelaNon sono l’unico a pensarlo, sono milioni le persone che oggi si domandano come mai in Venezuela non si applichi la giustizia che in qualsiasi paese “civile” viene assicurata. Chiaramente chi ha goduto per anni del petrolio venezuelano non si interroga, anzi, spera che Maduro resti a lungo al potere. Se Chávez, il caudillo, regalava il petrolio per assicurarsi la simpatia di altre nazioni, in primis Cuba, oggi le speranze sono tutte su Maduro. Quest’ultimo, seppure ignorante e privo di studi, rozzo e completamente sprovvisto di carisma, è diventato la pedina di Castro. Ancora più malleabile di Chávez, senza proprie convinzioni ma solo ubriaco di potere.

Il defunto Presidente del Venezuela, negli ultimi istanti della sua vita, ha firmato affinché Maduro diventasse il suo successore, proprio come avviene in un Regime. Qualcosa di veramente strano se vogliamo parlare di democrazia. Mai una campagna elettorale e soprattutto un sistema di voto come quello venezuelano, sono stati così ridicoli. Addirittura vorrebbero farci credere che Maduro abbia preso più voti di Chávez, cosa impossibile. Maduro, il signor nessuno, avrebbe preso più voti dell’amato caudillo appena scomparso? Chiunque, provvisto di un minimo di intelligenza, non ci crederebbe. Anche ammetendo che così fosse, perché si oppone al riconteggio? Ci sono prove documentate, tra l’altro, del guasto di oltre 550 apparecchi elettorali e, stranamente, gli stessi terminali hanno prodotto circa 200.000 voti, evidenti brogli. Circa 700.000 i morti votanti nel registro degli elettori; molti i voti assistiti, quindi manipolati dagli oficialistas del governo. La frontiera con la Colombia è rimasta chiusa per impedire ai venezuelani che lavorano oltre confine, di raggiungere le urne.

Capriles chiede il riconteggio dei voti, cosa che Maduro aveva accettato prima che la signora Tibisay direttrice del CNE Consejo Nacional Electoral, lo dichiarasse vincitore. Basterebbe questo per capire che Maduro è un presidente illegittimo, ma se aggiungiamo le prove fotografiche e audio che milioni di persone stanno postando sui social network e inviando alle redazioni stampa, svanisce anche l’ultimo dubbio.

Ricevo giornalmente testimonianze e lettere da parte di venezuelani che si dichiarano terrorizzati: non possono uscire tranquillamente, non possono esprimere il loro parere e tanto meno registrare qualcosa per le strade. Sono diventati tutti reporter di piccole scene che capitano ad ogni momento, di maltrattamenti, di pestaggi da parte degli attivisti di governo e addirittura, ci sono sindaci di comuni più piccoli che si prendono il lusso di organizzare il pestaggio di chi osa uscire di casa per manifestare. Appena qualcuno esce munito di coperchio e cucchiaio per far il solito cacerolaso, teppisti ‘maduristi’ si materializzando sparando in aria e spesso sulla gente, prendendo a calci anche donne e ragazzini. Viene spontaneo domandarsi se questa è la democrazia di cui i socialisti vanno fieri. Io penso che il socialismo, lo dice la parola, nulla ha a che vedere con questi atteggiamenti tipici del fascismo peggiore. Qualsiasi vero socialista dovrebbe prendere le distante da quello che accade in Venezuela, segnalando i fatti come tipici della peggiore dittatura; diversamente il ‘socialismo’ rischia di essere pubblicizzato nella maniera peggiore.

Per le strade di Caracas, che tra l’altro da quando si parla di Revolución Chavista, è la terza città più pericolosa al mondo, sono morti, in questi giorni, decine di persone. Maduro ha sottilmente, si far per dire vista la sua rozzeria, minacciato che la dose di sangue aumenterà se l’opposizione continua a manifestare. Non si tratta più di sola opposizione che già contava il 50% della popolazione, riguarda ormai tutti. Anche i poveracci delle baraccopoli, indignati da un atteggiamento così incostituzionale, escono per le strade a fare un po’ di rumore con i loro coperchi. Ci sarebbe addirittura un ordine giudiziario per incarcerare Capriles. Il mondo è schifato, le manifestazioni di venezuelani in tutto il mondo non si contano più. Anche Castro è arrabbiato, ha paura di perdere il suo petrolio venezuelano. Si sa che in Venezuela si è commesso un imbroglio pazzesco, senza antecedenti. Sarebbe così facile calmare gli animi, basterebbe ricontare i voti, ma non possono farlo, poiché se lo facessero dovrebbero preparare le valigie e scappare via.

Il Venezuela dopo 14 anni di dittatura voluta da Chávez, in nome di una rivoluzione che non era dei poveri, accontentati con le briciole, come approfondito in altri articoli, si trova a dover fronteggiare la peggiore e più sporca esperienza di sopruso e imbroglio, quello di cancellare un eletto del popolo in favore di una pedina di un’altra nazione.

Il Venezuela è stanco, la gente ha voglia di libertà di pensiero e di espressione. I venezuelani non vogliono essere minacciati, come accade ai funzionari pubblici che scrivono in anonimato e che raccontano di minacce che sole varrebbero la condanna per crimini all’umanità. Il resto del mondo non può stare a guardare e non far nulla. E’ indecente che la maggior parte dei media italiani, ad esempio, non si occupino affatto di questi avvenimenti, malgrado più volte gli sia stato segnalato. Il più delle volte non si parla di cosa stia accadendo per le strade del mio paese e di come stia rischiando la vita la mia gente. Sarà perché si tratta di un paese dell’America latina e quindi anche un po’ lontano? Sarà perché i telegiornali preferiscono raccontare l’ultimo flirt di Belén? Bisognerebbe ricordarsi che fino a un ventennio fa il Venezuela era un paese libero e che anche in Italia tutto potrebbe precipitare; sarebbe sufficiente un qualsiasi pazzo al governo e ci siamo andati molto vicini anche qui.

La speranza è che finalmente il Venezuela possa liberarsi di un governante illegittimo come Maduro, che è rimasto sordo alla richiesta di ricontare i voti ed è facile capire il perché. In allegato l’audio del discorso fatto da Cabello, che è un politico venezuelano vicino a Maduro, già membro delle forze armate e complice di Chávez nel tentativo di colpo di stato del 1992, diventato poi, durante il governo Chavista, leader del Movimento Quinta Repubblica e dirigente, in seguito, del nuovo Partito Socialista Unito del Venezuela. Beccato in un discorso in cui chiaramente parla della chiara vittoria di Capriles.

A luce di questo io, in nome di tutti i cittadini venezuelani che vivono e lavorano in Italia, chiedo che le redazioni stampa, radio e tv, vogliano dare spazio alla nostra verità, che è poi l’unica! Nicolas Maduro si è insediato al governo come Presidente della Repubblica in maniera del tutto illegittima. Se i voti non si possono più contare, uno ad uno, perché li hanno bruciati o fatti sparire come testimoniato ampiamente da foto e video, chiediamo che si ripetano le votazioni e questa volta col l’assistenza e il controllo da parte di tutte le nazioni del mondo.

Fuera Maduro! Reconteo o nuevas elecciones. No a Venecuba, si a Venezuela.

Cosmo de La Fuente
Venezolanos Unidos en contacto
Twitter: @Cosmodelafuente

Ultim’ora: secondo quando riferito da Caprilese, pare che Tibisay del CNE abbia accettato di effettuare un primo controllo su un campione di schede. Capriles ha ringraziato i Venezuelani di tutto il mondo perchè, ha detto, questo piccolo successo lo abbiamo ottenuto tutti insieme.