Napolitano bis, Grillo: E’ stato un golpettino furbo

Grillo

 

Più che un “golpe” un “golpettino”. Nel corso di un’inedita conferenza stampa allestita ieri a Roma, il “megafono” del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, ha corretto parzialmente il tiro su quanto dichiarato subito dopo la rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale. Circondato dai cittadini 5 Stelle entrati in Parlamento, il blogger ha rinnovato la sua condanna per la “mossa” giocata dai leader politici tesa – a suo parere – a scansare i problemi giudiziari di Silvio Berlusconi e del Pd.

“E’ stato un golpettino istituzionale furbo perché abbiamo questa furbizia giocata sulle parole, sulla semantica”. Il sentore è che quel “colpo di Stato” paventato sabato sera, a pochi minuti dalla rielezione di Re Giorgio al Colle, sia risultato eccessivo anche a lui. Per questo Beppe Grillo, a confronto ieri con i cronisti italiani, ha preferito ridimensionare (anche linguisticamente) il peso della sua “bordata”. Senza rinunciare però alla condanna di fondo: “Abbiamo assistito a qualcosa di inconsueto – ha detto – perché si sono riuniti, nella massima democrazia e trasparenza, quattro persone: Bersani, Monti, Berlusconi e il presidente della Repubblica e hanno deciso di notte che il settennato veniva rinnovato”.  

E su cosa abbia spinto i leader dei partiti a rinnovare la “patente quirinalizia” a Napolitano, Beppe Grillo ha dichiarato di non avere dubbio alcuno: “Il presidente della Repubblica – ha osservato il genovese – ha dei poteri enormi: presiede il Csm, le forze armate, può sciogliere le Camere e i consigli regionali, può nominare i senatori a vita. Hanno scelto di nuovo un presidente che garantisce il potere giudiziario di questo Paese per salvare il culo a Berlusconi e alla sinistra per il Monte dei Paschi di Siena“. 

E il suo invito a scendere in piazza, nell’immediata ri-elezione di Napolitano, che ha spinto molti osservatori ad azzardare un parallelo con la “marcia su Roma” guidata da Benito Mussolini? Ieri sera (sabato per chi legge, ndr) potevo venire nelle piazze – ha replicato Grillo – ma c’era agitazione e la Digos me lo ha sconsigliato. Ero lì, stavo fremendo perché io non ho paura, ma ho paura che la mia presenza possa provocare violenza, e io non voglio entrarci in questi sistemi”.